Roma Capitale

Guerra al terrorismo, il Papa: "No a porte blindate nella Chiesa"

Francesco parla di coraggio e di misericordia: "Bisogna aiutare chi è difronte alla nostra porta e non ha la forza di bussare" LEGGI ANCHE L’allarme non ferma il Papa. A gennaio visita in Sinagoga

Davanti allo smarrimento di questi tempi difficili, Papa Francesco esorta la Chiesa e tutti i fedeli ad aprire le porte e non a blindarle. "Niente porte blindate nella Chiesa!", ha esclamato il Pontefice all'Udienza Generale di oggi, che si è svolta con ingenti misure di sicurezza. "Con questa riflessione - ha esordito il Papa - siamo arrivati alle soglie del Giubileo. E' vicino. E davanti a noi sta la porta, non solo la Porta Santa, ma la grande "Porta della Misericordia" di Dio e quella è una porta bella, che accoglie il pentimento e offre la grazia del perdono: si chiama Gesù, Lui è la porta che ci fa entrare e uscire". "Coraggio entriamo per questa porta. Apriamo le nostre porte e usciamo per andare incontro agli altri: alcuni sono davanti alle nostre porte e non hanno forse il coraggio e la forza di bussare". "Ci sono posti nel mondo in cui non si chiudono le porte a chiave. Ancora ci sono, ma ce ne sono tanti dove le porte blindate sono diventate normali. Questo non ci stupisce. Però, a pensarci, è un brutto segno!". Secondo Francesco non dobbiamo arrenderci all'idea di dover applicare questo sistema a tutta la nostra vita, alla vita della famiglia, della città, della società. E tanto meno alla vita della Chiesa. "Sarebbe terribile! Una Chiesa inospitale, così come una famiglia rinchiusa su se stessa, mortifica il Vangelo e inaridisce il mondo! Niente porte blindate nella Chiesa, tutto aperto!", ha esclamato Francesco. "La gestione simbolica delle porte, delle soglie, dei passaggi, delle frontiere - ha osservato - è diventata cruciale". "La porta deve custodire, certo, ma non respingere. La porta non dev'essere forzata, al contrario, si chiede permesso, perché l'ospitalità risplende nella libertà dell'accoglienza, e si oscura nella prepotenza dell'invasione". L'auspicio di Bergoglio è che la porta si apra frequentemente, per vedere se fuori c'è qualcuno che aspetta e magari non ha il coraggio, forse neppure la forza di bussare". "Quanta gente ha perso la fiducia? Non ha il coraggio di bussare alle porte del nostro cuore cristiano, delle nostre chiese. Sono lì, gli abbiamo tolto la fiducia. Per favore questo non deve più accadere. La porta dice molte cose della casa e anche della Chiesa". "La gestione della porta - ha concluso il Pontefice - richiede attento discernimento e, al tempo stesso, deve ispirare grande fiducia".

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