Roma Capitale

I cantieri del Giubileo esistono solo sulla carta

Sel ottiene il report sui lavori: su 31 ne sono partiti solo 3 In 20 casi non è ancora arrivato l’ok dell’Anticorruzione

Altro che «gare lampo». Più che a un Eurostar, il «treno dei lavori» per il Giubileo, somiglia a uno di quei convogli che girano sulla ferrovia per Ostia Lido: lento, rotto e perennemente in ritardo. Un flop per il Campidoglio, ma anche per le scelte del Governo nazionale. Secondo un report dettagliato, stilato dal gruppo di Sinistra e Libertà in Campidoglio e confermato dall’assessorato ai Lavori Pubblici, dei 28 cantieri stradali previsti dall’amministrazione capitolina, alla data di oggi non ne è partito nemmeno uno. Non solo. Di questi 28 lavori, in ben 20 casi il Dipartimento è ancora in attesa del via libera dell’Autorità Anticorruzione, nonostante il presidente Raffaele Cantone avesse più volte rassicurato il sindaco Ignazio Marino e il suo assessore alla Legalità, Alfonso Sabella, sulla velocità delle operazioni. Per le altre 8 gare presenti in lista, in ben 3 casi non si è ancora proceduto alla pubblicazione del bando, una gara è in scadenza oggi e solo per 4 bandi sono state aperte le buste e assegnati i lavori. A 62 giorni dall’inizio del Giubileo, ma soprattutto dopo 41 giorni dall’approvazione del piano Giubileo da parte del Consiglio dei Ministri, gli unici operai al lavoro, dal 7 settembre scorso, sono quelli che operano nei tre cantieri intorno alla Stazione Termini. Fra i lavori in stand-by, ce ne sono alcuni ritenuti strategici alla vigilia dell’approvazione della Delibera della Giunta Capitolina, ormai risalente a prima di Ferragosto. Ci sono i 13 cantieri del Lungotevere, la riqualificazione del piazzale della Stazione Fs di San Pietro, i restyling nelle centralissime via IV Novembre, via Cesare Battisti e via della Mercede, e la manutenzione di tutti i ponti sul Tevere, da Ponte Garibaldi a Ponte Flaminio. E ad oggi, anche auspicando in un rapido pronunciamento dell’Anac, difficilmente i lavori si potranno concludere entro il 7 dicembre: con le festività natalizie, l’arrivo dei primi pellegrini, le chiusure anticipate della metro per le manutenzioni e i cortei studenteschi (il primo il 16 ottobre) la città rischia seriamente di andare in tilt. È vero, Papa Francesco annunciando il Giubileo della Misericordia con soli 9 mesi di preavviso non è stato molto clemente con la macchina organizzativa capitolina. Ma si poteva di gran lunga fare meglio. Per i primi 5 mesi, la reale disputa fra Governo e Comune è stata su chi dovesse svolgere il ruolo del «commissario»: Ignazio Marino lo voleva per sé, mentre Matteo Renzi voleva fin da subito nominare il prefetto Franco Gabrielli. Poi a luglio il rimpasto di Giunta quasi ordinato da Palazzo Chigi, e l’ingresso a Palazzo Senatorio dei parlamentari Marco Causi e Stefano Esposito. A quel punto, il 5 agosto ci sarebbero stati tutti i presupposti per un decreto del Cdm che fornisse gli strumenti necessari per fare le gare. Invece le vacanze estive (non solo quelle del sindaco) hanno fatto slittare tutto al 27 agosto, quando si varò anche la strana diarchia Marino-Gabrielli. Il risultato: oggi abbiamo una lista di cantieri sulla carta, un esercito di garanti, tecnici e commissari ma nemmeno un operaio in strada a lavorare. «È la dimostrazione - attacca il capogruppo capitolino di Sel, Gianluca Peciola - che i "campioni" voluti dal Governo Renzi per la Giunta Marino stanno fallendo. Il "golpe di luglio" non è stato altro che un modo per mettere ancora più in difficoltà il sindaco, che sta implodendo sotto i colpi del fuoco amico». Questa la situazione. «Con l’aiuto di Dio», come continuano a dichiarare gli assessori capitolini, forse qualcosa accadrà.

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