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Roma Capitale

Mafia Capitale, chiesto rinvio a giudizio per Venafro e Monge

Il capo di gabinetto del governatore del Lazio Zingaretti e del dirigente della cooperativa Solco sonoaccusati di turbativa d'asta per l'assegnazione dell'appalto del servizio Recup

Richiesta per rinvio a giudizio per Maurizio Venafro già capo di gabinetto del governatore del Lazio Nicola Zingaretti e di Mario Monge, dirigente della cooperativa Solco. La richiesta con la quale si contesta ai due indagati il reato di turbativa d'asta è stata firmata dal procuratore Giuseppe Pignatone, dall'aggiunto Michele Prestipino nonchè dai pubblici ministeri Luca Tescaroli, Giuseppe Cascini e Paolo Ielo. Al centro della vicenda l'appalto del servizio Recup. Come già accennato al centro della vicenda c'era l'appalto del servizio Recup cioè il numero unico per le prenotazioni sanitarie. Secondo le conclusione degli investigatori a Venafro si contesta d'essere intervenuto per condizionare la spartizione dell'appalto tra le cooperative di destra e quelle di sinistra. L'appalto però ad un certo punto venne sospeso per disposizione di Zingaretti. Della questione si discuterà nel processo con rito immediato che comincerà il 5 novembre prossimo contro un gruppo di persone coinvolte nell'inchiesta 'Mafia capitalè. Tra queste Salvatore Buzzi, Massimo Carminati, Luca Gramazio e Angelo Scotta Fava. Quest'ultimo era componente della commissione aggiudicatrice dell'appalto. Sarebbe stato lui a comunicare a Buzzi le decisioni della commissione aggiudicatrice, le offerte degli altri concorrenti e ogni altra notizia utile al raggiungimento dello scopo finalizzato a far assegnare l'appalto alla Solco.

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