Non mollano le maestre precarie «più 36 mesi» che il bando comunale (firmato il 14 agosto) ha praticamente cancellato dalla graduatoria di quarta fascia. Un centinaio di loro (ma alle prossime manifestazioni saranno molte di più anche perché il problema riguarda cinquemila insegnanti) si sono ritrovate ieri mattina in Campidoglio per protestare contro la decisione capitolina che volendo applicare «alla lettera» la jobs act le ha in pratica «licenziate». Basite, angosciate ma soprattutto arrabbiate le insegnanti della materna e le educatrici degli asili nido non si arrendono. Alcune di loro sono precarie storiche. Fanno supplenze, in maniera continuativa, da dodici, tredici anni. Una vita scandita da attese al telefono per le comunicazioni di incarichi dal Municipio, spostamenti da una scuola all’altra, grande motivazione, entusiasmo per il lavoro, disponibilità e sacrificio. Ieri mattina si sono fatte notare inscenando flash mob, schierandosi in circolo intorno al Marc’Aurelio a cavallo, urlando «Assunzioni, assunzioni», chiamando per nome il neo assessore alla scuola Rossi Doria che le ha voluto subito incontrare e rassicurare dicendo che «la loro situazione gli sta molto a cuore» e che cercherà di aiutarle senza però «promettere nulla» ovviamente. Ha fatto pure presente il neo assessore che lui doveva «rivedere con attenzione il bando». Deve averlo fatto subito perché in serata è arrivata la notizia che l’assessore (che si autodefinisce maestro di strada) ha convocato per oggi alle 14 i sindacati. La minaccia è chiara: se la situazione non si sblocca entro la settimana, pronti a far scoppiare il caos dal 1 settembre. Appelli perentori sono stati indirizzati al Comune: «Dal 1° settembre Roma vivrà un’emergenza nella riapertura delle scuole mai vista - fa sapere Giancarlo Cosentino della Cisl Fp - il sindaco ha la piena responsabilità politica di quello che sta succedendo. Queste lavoratrici hanno permesso alla città di avere un’offerta del servizio pubblico della scuola di primissimo livello, che Marino aveva esaltato nel suo programma elettorale». Anche l’opposizione è indignata: «Avevamo previsto la questione presentando in Parlamento l'ordine del giorno "salva-precari", a firma Meloni, con 36 mesi di servizio. È stato bocciato come tutti gli emendamenti sulla Buona scuola - dichiarono gli esponenti di Fdi An, Fabrizio Ghera Lavinia Mennuni, Laura Marsilio - Marino come Renzi interpreta l'infrazione europea a suo piacimento: invece di assumere chi finora, da anni, garantisce il funzionamento dei servizi e la loro qualità, lo estromette dal mondo del lavoro. Esattamente come ha fatto Renzi con i docenti di seconda fascia esclusi dalle assunzioni». Il caos dal 1° settembre, però, non piace alle maestre. «Questo per noi non è buono - spiega una manifestante - a settembre si riapre, nei nidi c’è l’inserimento. Non vogliamo che a pagarne le conseguenze siano i bimbi. È in questi giorni che bisogna insistere affinché il bando venga ritirato oppure si possa prorogare di un anno la jobs act come si fa per le scuole statali». E dunque le maestre «pasionarie» si sono date appuntamento per mercoledì mattina sempre nella piazza del Campidoglio. «La nostra intenzione è fare un presidio permanente. La sentenza della Corte di Giustizia Europea deve essere applicata nel modo corretto, dopo 36 mesi tutte e tutti assunti».
La rabbia delle maestre licenziate
Le insegnanti: "Dopo 36 mesi di lavoro non si caccia ma si assume"
