Roma Capitale

Su Facebook la rivolta dei fedeli contro la parrocchia

Anche Roberto Saviano all'attacco ricorda il precedente di Welby

"San Giovanni Bosco si sarebbe vergognato nel vedere affissi sulla sua Chiesa manifesti come se ne sono visti al funerale". "Spero che il Papa vi scomunichi tutti". "Con che coraggio, con che faccia tosta avete permesso uno scempio del genere?". Sono solo alcuni dei commenti, e nemmeno tra i più pesanti, postati da alcuni fedeli sulla pagina Facebook della parrocchia romana di San Giovanni Bosco, dove ieri si sono svolte le esequie show di Vittorio Casamonica.         "Predicare bene, razzolare male - scrive Salvatore - poi piangete se trovate le chiese vuote, a Welby negato il funerale eh?". "Cristiani quando vi pare? Anatema sui complici dei mafiosi", è il commento di Roberto. Duro l'attacco di un altro utente: "Fate vomitare... complici e collusi da una vita". "Per Angelo non sembrava di stare a Roma, ma in una città della Colombia". Francesca se la prende con i vigili e con il sindaco, ma si ritiene indignata "soprattutto dal parroco che ha permesso tutto ciò". Ed è proprio Don Giancarlo Manieri, il sacerdote che ha celebrato le esequie, il più bersagliato dai frequentatori del social network. Emblematica l'invettiva di Simone: "Caro 'don' Giancarlo non sei stato il primo e non sarai purtroppo l'ultimo, ma prova a dimetterti che sei ancora in tempo per fare una figura meno barbina. La Chiesa dove sono cresciuto - prosegue - e che ha accolto migliaia di bambini per educarli e che è intitolata a un grande della storia di questo Paese, ora sommerso dalle mafie, si vergogna di averti come parroco". E tra insulti pesanti e richieste di dimissioni, colpisce il post di Pio: "Salve, sono un sacerdote anche io e il suo atteggiamento da parroco mi ha fatto veramente schifo. La cosa che più mi addolora - aggiunge Pio - è sapere che c'è tanta gente onesta e sincera che per colpa di atteggiamenti di molti sacerdoti perde la fede, questo è grave. Si dimetta e si penta di ciò che ha fatto", conclude l'utente.     La difesa del parroco Sommerso dalle polemiche don Giancarlo Manieri, parroco della chiesa di Don Bosco a Roma, risponde sul sito della parrocchia. "Credo di aver fatto solo il mio dovere - scrive -. Sono un prete, non un poliziotto e nemmeno un giudice. Personalmente non conoscevo il nome del boss dei Casamonica per me poteva essere il più lontanto dei parenti". "Tanto per rispondere a certe insinuazioni sui soldi - prosegue - l'offerta è stata di 50 euro (cinquanta non cinquemila). Molti colleghi giornalisti hanno insistito per sapere quello che è successo in chiesa. Nulla è successo. Hanno seguito la cerimonia, alcuni si sono confessati, molti hanno fatto la comunione e molti hanno risposto alle preghiere della messa, ben più numerosi di altri in altre consimili occasioni". "Molti - insiste - mi hanno rimproverato di non aver bloccato il funerale a un boss che ne ha combinate più che Bertoldo. Ma se era così fuori norma, perché mai era a piede libero? Hanno aspettato la sua morte sperando che lo..."arrestasse" il parroco? Mio dovere è distribuire misericordia, m'insegna Papa Francesco. Ed è quello che faccio. Quanto al paragone con Welby non è non congruo. In quel caso è intervenuto il Vicario del Papa, assumendosene la responsabilità e ordinando al parroco di non celebrare il funerale. Welby, se non vado errato, era non più considerato cattolico. A me nessuno ha detto nulla. Pregare per un morto, chiunque esso sia, non è proibito. Anche per Welby, del resto, i salesiani hanno pregato e molto e la chiesa è rimasta aperta tutto il giorno".       L'attacco di Saviano E proprio di Welby parla l'autore di Gomorra che, come tanti altri, attacca il parroco     La chiesa che negò i funerali a Piergiorgio Welby ieri li ha concessi in pompa magna al capoclan Vittorio Casamonica. pic.twitter.com/yRmrBufNkX — Roberto Saviano (@robertosaviano) 21 Agosto 2015

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