Roma Capitale

Campidoglio, ecco la nuova giunta di Marino

Il senatore dem Esposito ai Trasporti. Gli altri tre sono Rossi Doria alla Scuola, Di Liegro al Turismo e Sabella al Personale FOTO Marino: "Renzi ci giudichi per quello che facciamo" LEGGI ANCHE Matteo: "Marino dia un segnale"

Una giunta tutta a firma Partito democratico. Presentata ufficialmente la "squadra" di Ignazio Marino. Quattro i nuovi nomi che entreranno nel team di Palazzo Senatorio. Il parlamentare ed ex assessore dei conti dell'era Veltroni, Marco Causi, prenderà sia il posto del vendoliano Luigi Nieri alla poltrona di vicesindaco che l'assessorato al Bilancio lasciato dall'ex assessore Silvia Scozzese; al senatore e commissario Pd di Ostia, Stefano Esposito, andrà l'assessorato ai Trasporti lasciato da Guido Improta; l'ex sottosegretario, Marco Rossi Doria, prenderà le deleghe a Periferie e Scuola (determinando così l'uscita di Paolo Masini dalla Giunta). Infine, la consigliera Pd, Luigina Di Liegro, alla quale va la delega allo Sport (sempre lasciata libera da Masini). La delega del Personale la prende l'assessore alla Legalità, Alfonso Sabella.   Un anti No-Tav in giunta Piemontese, parlamentare dal 2008, Esposito (nella foto) è noto per le sue posizioni pro Tav che in passato gli hanno procurato minacce dal movimento antagonista. Il senatore dem è anche membro della commissione antimafia e, a seguito dell'inchiesta su Mafia Capitale, commissario del partito nel territorio di Ostia. "Ho appena firmato la nomina ad assessore del comune di Roma. Un grande orgoglio, un'enorme impegno, una grande sfida" dice in un tweet ufficializzando la sua nomina ad assessore di Roma Capitale. "Il primo obiettivo è ridurre i disagi nel trasporto pubblico, non devono pagare i cittadini": ha dichiarato Esposito. E poi: "Per me è un onore mettermi al servizio della Capitale del mio Paese mi hanno chiesto di affrontare una situazione difficile, ma ormai sono abituato alle sfide. I tantissimi problemi che ci sono mi sono molto chiari, ma preferisco valutare sul campo le diverse emergenze". Esposito si dà "novanta giorni di tempo" per impostare i primi interventi. "Credo sia un tempo sufficiente per entrare nel merito delle cose. Proporrò a tutti i soggetti coinvolti in questa partita un patto: tutti facciano un passo indietro e si mettano a disposizione. Non parto con pregiudizi, ma è arrivato il momento che ognuno faccia la propria parte nell'interesse dei cittadini".       Ho appena firmato la nomina ad assessore del comune di Roma. Un grande orgoglio,un' enorme impegno, una grande sfida. pic.twitter.com/lcwMtHo9lf — Stefano Esposito (@stefanoesposito) 28 Luglio 2015   Due assessori parlamentari a costo zero I due neo assessori capitolini del Pd in prestito dal Parlamento, il deputato Marco Causi e il senatore Stefano Esposito, manterranno le rispettive cariche parlamentari "per aiutare Roma nei rapporti nazionali" ma non percepiranno alcuno stipendio dal Campidoglio, rinunciando agli emolumenti. Ad annunciarlo sono stati gli stessi Causi ed Esposito nella conferenza di presentazione della nuova giunta. "Non ho intenzione in questa fase di rinunciare al lavoro parlamentare, un po' come ha fatto Tabacci nella giunta Pisapia - ha spiegato Causi - Questo perché stando in Parlamento i temi nazionali che riguardano la Capitale si seguono con più forza e più risultati che da fuori. Ho già rinunciato all'emolumento da parte del Comune, ovviamente lascerò ogni incarico organizzativo in Parlamento, come quello di capogruppo in commissione Finanze". "Anche per me vale lo stesso meccanismo, con il tema dei rasporti coordinarsi a livello parlamentare in vista del Giubileo può essere particolarmente utile - ha proseguito Esposito - Lascerò il ruolo di vicepresidente della commissione Trasporti, ma resterò in Senato perché stare in Parlamento vuol dire dare una mano a Roma. Comunque - ha concluso il senatore - i due assessori parlamentari non costeranno un centesimo a Roma".     Marino: fase 2 per cambiare Roma "Matteo Renzi - ha premesso Marino presentando i nuovi assessori - ha ragione nell'affermare che l'amministrazione di una città vada valutata per ciò che ha fatto e per ciò che fa". Il sindaco torna sulle tensioni di questi giorni fra Palazzo Chigi e Campidoglio. Quando mi sono insediato, anche se non credevo che avrei trovato una situazione di rigore e legalità, non immaginavo di trovare le casse vuote, un disavanzo di quasi un miliardo di euro e la criminalità organizzata: mancavano solo le mine antiuomo. Non ho mai percepito un pressing per le mie dimissioni - ha proseguito il primo cittadino della Capitale - mi sento solido e sento la solidità del governo". Il sindaco ha poi illustrato il suo "programma di mid-term", perché dopo "due anni per cambiare il modo di governare la città, abbiamo tre anni per cambiare la città": le priorità sono decoro, mobilità, trasporti, casa e trasformazione urbana, oltre a Giubileo e Olimpiadi. Sulla pulizia della città, Marino ha annunciato l'assunzione di 300 operatori ecologici in più, la sostituzione di 60mila cassonetti, una gara sperimentale per lo spazzamento e l'integrazione degli impianti di Ama e Acea per lo smaltimento dei rifiuti. Altro fronte caldo è quello dei trasporti, per il quale è stato assicurato l'arrivo delle prime 500 auto elettriche del car sharing entro il 2015, per un totale di 2500 entro il 2016; la riapertura entro Pasqua della stazione di Vigna Clara e l'apertura della stazione della Metro C di San Giovanni entro la fine dell'anno prossimo, oltre ai 20 km di piste ciclabili del Grab (Grande raccordo anulare delle bici). Riguardo invece ai rapporti con Sel, dopo la rottura con il partito di Vendola, il primo cittadino ha sottolineato: "Sono sicuro che l'alleanza, così come è stata determinante durante la campagna elettorale e i primi 2 anni di governo su tanti temi, dai diritti alla rigenerazione urbana alla casa, continuerà con rispetto reciproco e la solidità di chi è convinto di lavorare sui temi e sui contenuti".

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