Roma Capitale

Buzzi "criminale infaticabile" e "pericoloso". Ecco perché deve restare in carcere

Le motivazioni del tribunale del Riesame che lo scorso giugno ha confermato la misura cautelare per il ras delle coop

"Un criminale infaticabile" e "pericoloso". Così il tribunale del Riesame descrive Salvatore Buzzi, il ras delle coop in carcere dallo scorso dicembre.  Lo fa nelle motivazioni dell'ordinanza con cui, lo scorso 18 giugno, ha confermato la misura cautelare per lui, Claudio Caldarelli e Paolo Di Ninno e i domiciliari per Emanuela Bugitti, Alessandra Garrone, Giordano Tredicine, Stefano Bravo e Guido Magrini, accogliendo parzialmente i ricorsi di Franco Figurelli, Massimo Caprari, Angelo Scozzafava, Antonio Esposito e Pierpaolo Pedetti (cui sono stati concessi i domiciliari) e quello di Mario Monge, cui è stato imposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Due settimana prima, il 4 giugno, era esplosa Mafia Capitale 2, il secondo filone di inchiesta con gli arresti di diversi esponenti politici. Per il collegio presieduto da Bruno Azzolini "il quadro indiziario", rispetto agli arresti di dicembre per associazione per delinquere con l'aggravante del metodo mafioso, "risulta oggi ancora più grave in quanto sono emerse nuove condotte degli indagati di corruzione, al fine di agevolare l'associazione mafiosa di cui fanno parte, con un'attività che è durata fino al giorno del loro arresto, con l'inserimento nell'associazione di un consigliere regionale (Gramazio) e con la presenza di diverse condotte corruttive e contatti sospetti dai quali è possibile evincere una rete di corruttele non compiutamente emerse dalle indagini".      Il "ritratto" di Buzzi Per il tribunale il presidente della cooperativa 29 giugno non è soltanto "il fidatissimo alter ego" dell'ex Nar, Massimo Carminati, e neppure il "punto di riferimento dei sodali e dei suoi collaboratori". Buzzi è anche "un personaggio dalle indubbie capacità imprenditoriali, ma dalla totale assenza di scrupoli" e per questo da considerare "certamente pericoloso" e da porre "in condizioni di non nuocere alla collettività". Dai nuovi atti dell'inchiesta, secondo i giudici, "emerge come Buzzi si dedichi al crimine in maniera davvero infaticabile", adoperandosi "al fine di tessere trame di accordi illeciti" e attivandosi "prevalere con l'aiuto di amministratori pubblici a vario livello".

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