«L’aggiudicazione della gara regionale Lazio relative al servizio ambulanze di circa 30 milioni di euro in tre anni a favore di un raggruppamento di imprese, la cui capofila è nata dal nulla poco tempo prima, va sospesa». La richiesta che viene dalla Croce Rossa Italiana di Roma, che speiga: «Primo, perché c’è un procedimento aperto da parte dell’Autorità nazionale anticorruzione a carico della stessa Centrale Acquisti della Regione Lazio, già coinvolta nello scandalo della gara per il Cup regionale, che deve fare luce su passaggi molto dubbi di tutta la vicenda. Secondo, perché è pendente, sempre presso il Tar, un giudizio di merito sulla legittimità della gara, la cui udienza è fissata a ottobre, cosa che la Regione non ha preso in considerazione facendo un’accelerazione. La vicenda vede, a giugno del 2015, un atto di aggiudicazione di una gara del gennaio 2014 che sta appaltando il 100% del servizio ambulanze a chi rischia, tra l’altro, di mettere fuori un centinaio di lavoratori. Basti pensare che nella gara è stato previsto un operatore in meno sull’ambulanza in violazione della stessa legge regionale. Ci aspettiamo che domani (oggi, ndr) il Tar del Lazio, chiamato a decidere sulla sospensiva, tenga conto dei principi di equità, prudenza e trasparenza, cosa che, in tempi in cui Roma è al centro dello scandalo Mafia Capitale, è non solo doveroso ma necessario. Si fermi tutto e si renda ai cittadini chiarezza su un servizio che riguarda la salute, dunque un bene primario». Immediata la risposta della Regione, che ha precisato: «La gara è stata seguita dal Commissario ad acta nominato dai Ministeri affiancanti che era l’allora sub commissario di Governo e sono state in via preventiva richieste informazioni e certificazione antimafia a tutte le prefetture interessate e alle direzioni distrettuali antimafia. Pertanto la Regione ha adottato tutte le procedure previste compresa la clausola di salvaguardia per la tutela del personale. Rispetto alla decisione del Tar la Regione sarà rispettosa di quanto stabiliranno i Giudici amministrativi. Per quanto riguarda invece la Croce rossa italiana Comitato provinciale di Roma si deve rilevare come dall’ultimo rapporto della Corte dei Conti sul controllo del risultato della gestione finanziaria emerga come maggiore criticità proprio il disavanzo del Comitato provinciale di Roma che è pari oltre 36 milioni di euro». Non è mancata, in serata la replica della CrioceRossa: «Il bilancio della Croce Rossa di Roma è sano e in pareggio, quello a cui fa riferimento la nota della Regione è dell’ex Ente pubblico, e se è vero che c’è una clausola di salvaguardia sul personale è altrettanto vero che la gara prevede il dimezzamento dei lavoratori. Cosa a cui la Regione sembra invece non tenere».
Cri vs Regione: volano stracci
«L’aggiudicazione della gara regionale Lazio relative al servizio ambulanze di circa 30 milioni di euro in tre anni a favore di un raggruppamento di imprese, la cui capofila è nata dal nulla poco...