Roma Capitale

Vendoliani pronti alla giunta bis

Dopo le dimissioni di Nieri Sel detta la linea: «Svolta a sinistra»

Per la prima volta, al termine del vertice con gli alleati "esterni" di Sinistra Ecologia e Libertà, il sindaco Marino parla di «mid term», pur ribadendo la sua convinzione di poter governare la Capitale fino al 2023. Con le dimissioni del vice Luigi Nieri (Sel) la strada, se possibile, si è fatta ancora più dura per il Pd che, evitato al momento lo scioglimento per mafia, tiene attaccata la spina di un’amministrazione tutta da rifare. «Ci sono due servitori dello Stato, il prefetto di Roma e il ministro dell’Interno, che stanno facendo le loro valutazioni - ha ricordato il primo cittadino - il ministro ha detto che sta studiando la relazione del prefetto, e quando avranno reso pubbliche le loro considerazioni io mi sentirò libero di indicare quali sono le priorità e il percorso amministrativo del "mid term" della mia esperienza che, ripeto, per quanto mi riguarda deve continuare fino al 2023 per cambiare realmente la nostra città». Continuerà, almeno nella "nuova super giunta" ideata dai vertici del Pd nazionale, anche con i vendoliani. Non si tratta di poltrone, ribadiscono i diretti interessati, ma della natura stessa della maggioranza di centrosinistra che ha vinto le primarie prima e le elezioni poi. I diktat di Sel sono chiari: svolta a sinistra, ovvero un piano "eccezionale" dell’amministrazione che punti al sociale, all’emergenza casa, alla disoccupazione. Il percorso però è tutto in salita. Sel è parte integrante della maggioranza al governo capitolino ma all’opposizione di quello nazionale, per questo l’indiscrezione, alquanto fantasiosa, di Niki Vendola come nuovo numero due di Marino, ha acuito una fibrillazione mai cessata nei rapporti tra Pd e Sel. «Vogliamo che ci siano le condizioni per andare avanti - sostiene il capogruppo Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola - non dipende soltanto da noi ma da quello che il partito principale, che è il Pd, vuole mettere in campo a livello nazionale in questi giorni». Il riferimento è esplicito alle risorse che non arrivano, né per Roma Capitale né per il Giubileo. La verità è che la "super giunta" ancora non c’è. La caccia ai "superman" in grado di rispolverare l’immagine della giunta e "superare" almeno il Giubileo, non ha prodotto risultati. Per questo la relazione di Alfano "attende". Una volta ufficializzata la posizione del Governo su Roma si dovrà per forza calare la squadra. Il tempo, tuttavia stringe, la giunta Marino con l’assessore alla Mobilità, Guido Improta dimissionario (finito nella rosa dei papabili vice), con i cambio poltrona, se non di uscita per gli assessori all’Ambiente, Estella Marino e ai Lavori pubblici, Paolo Masini, e col vicesindaco vacante è di fatto in agonia. In un momento in cui il Pd scoppia. Non solo la quadra sulle commissioni consiliari ancora non c’è ma il «caso Scipioni» del VI Municipio rischia di far crollare anche l’impianto commissariale del Pd romano. Il presidente del Municipio, la cui testa è stata chiesta, con ultimatum, dal commissario Orfini, non molla e i consiglieri Pd del parlamentino hanno ribadito ieri: non siamo le marionette di Orfini. Un "imprevisto" per il Pd che potrebbe far saltare anche l’ultima chance di tenere in vita la giunta Marino.

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