Roma Capitale

Tutti con Orfini, o fuori dal Pd

Guerra aperta tra il commissario e il presidente del VI Scipioni

Prima era l’attesa per la relazione di Gabrielli, oggi come sostiene il commissario Pd Roma, Matteo Orfini si attende «la decisione di Alfano», intanto in Campidoglio si è aperta la «caccia» alla prossima testa da far saltare. O meglio, è stata già individuata ma non rientra in quell’epurazione «tecnica» chiesta dal prefetto per evitare lo scioglimento del Comune di Roma per mafia. All’appello infatti, dopo le dimissioni del segretario generale, Iudicello - il prossimo verrà scelto con avviso pubblico, e dell’avvocato della segreteria del sindaco, Stella, mancano ancora 16 "teste", tra tecnici e amministrativi. Tutto per escludere la responsabilità politica e tenere in vita, almeno fino al Giubileo, la giunta di centrosinistra. Un tentativo arguto, con il quale però fare i conti dentro e fuori le aule istituzionali. L’opposizione infatti non resterà a guardare, e non solo in Campidoglio. «Tra poco ci sarà rimasto solo Marc’Aurelio in piazza del Campidoglio - ironizza amaramente il capogruppo capitolino Fdi, Fabrizio Ghera - cos’altro deve ancora accadere perché la sinistra capisca che la tragica esperienza di Marino è terminata?». Durissime le parole del senatore Fi, Maurizio Gasparri che, chiedendo un confronto urgente a Palazzo Madama su Mafia capitale, apre un giallo su quanto accaduto a Palazzo Valentini. Secondo indescrezioni il parere della Commissione prefettizia, non vincolante, divergerebbe da quello poi emerso dalla relazione del prefetto Gabrielli. «La relazione della Commissione prefettizia avrebbe raccomandato lo scioglimento del Comune per inquinamento mafioso - riporta Gasparri - per la Commissione il condizionamento mafioso "si è realizzato secondo schemi e copioni non intaccati dal cambio di amministrazione e si ritengono sussistenti i presupposti per l’applicazione di tutte le misure contenute nell’art. 143: lo scioglimento dell’organo consiliare di Roma capitale per infiltrazioni mafiose e l’applicazione di misure di rigore di cui al quinto comma della medesima disposizione nei confronti di un’ampia serie di soggetti della componente burocratica dell’Ente". Nonostante queste chiare affermazioni, in altri ambiti istituzionali si sono fatte valutazioni incredibilmente diverse». Diffile dunque capire se gli effetti di Mafia Capitale sulla tenuta della giunta Marino si possano chiudere con l’epurazione «tecnica». Intanto il partito procede con quella interna e, con toni assolutamente inconsueti, il commissario Orfini si "scaglia" contro il minisindaco del VI Municipio, Marco Scipioni. «Sul VI Municipio abbiamo fatto una valutazione politica su atti amministrativi e comportamenti politici e abbiamo fatto una richiesta esplicita e pubblica al presidente Scipioni. Qualora non vorrà dare seguito alla nostra richiesta chiederemo al Partito democratico di presentare la mozione di sfiducia. Spero ancora che Scipioni voglia fare un gesto di responsabilità. È del tutto evidente - rincara Orfini - che nel momento in cui il Pd fa una richiesta del genere, rimane nel partito chi accoglie quella richiesta». Una guerra senza prigionieri insomma, nella quale il numero delle vittime lasciate sul campo è ancora più che parziale.

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