Roma Capitale

Un ascensore su 3 è fuori servizio

In viaggio sulla linea A: su 27 fermate solo in otto si può salire con l’elevatore LEGGI ANCHE Solo 2 addetti per scale mobili e ascensori

«Queste sono trappole mortali. Purtroppo era solo questione di tempo». All’indomani dalla tragedia della metro a Roma, costata la vita di un bimbo di quattro anni, c’è sconcerto fra i pendolari che quotidianamente utilizzano il servizio pubblico sotterraneo. Il sentimento comune che unisce gran parte dei passeggeri è la rabbia. «Non si può morire così. È una sciagura ingiusta - dice una signora -. Per la sciatteria e disinteresse nella cura delle stazioni, era chiaro a tutti che qualcuno, prima o poi, ci avrebbe rimesso la pelle. Io non prendo mai gli ascensori nella metro. Pensi che una volta una mia amica rimase bloccata, d’agosto, per quasi un’ora nell’ascensore di Re di Roma. A me m’avrebbero trovato stecchita, il cuore mi sarebbe scoppiato». La notizia dell’incidente a Furio San Camillo rimbalza tra gli schermi delle fermate delle linee A e B. Chi non sapeva del «fattaccio» chiede al personale Atac, che fa spallucce. Un passante ferma dei turisti in procinto di prendere l’elevatore e in un inglese abbozzato ripete «no take, died baby». Impauriti, caricano i trolley sulla spalla e corrono verso le scale. Ci sono anche mamme con i piccoli nel passeggino, proprio come Francesca, la madre di Marco. «Ho sempre preso l’ascensore - dice una di loro - perché con il passeggino è difficile salire i piani senza un’aiuto. Da oggi ho deciso - continua - che mi sacrificherò. Chiamatelo allarmismo, ma dopo quello che è accaduto chi ci assicura che non si possa verificare di nuovo? Gli ascensori funzionano una volta sì e cento no. Pazienza, preferisco caricarmi sulle spalle figlio e passeggino, oppure chiedere aiuto a qualche passante, piuttosto che rischiare di fare una fine simile. Sono vicina alla mamma del piccoletto morto, chissà che dolore!». Bisogna passare una giornata sotto terra per capire davvero come vanno le cose quaggiù. Il Tempo ha percorso le tratte metropolitane A, B-B/1 e C per verificare la situazione degli ascensori nelle fermate: sia in andata che in ritorno. La B-B/1 e C sono binari più «giovani» rispetto al segmento A e godono di migliore salute. La tratta più pericolosa è proprio quella dove ha perso la vita Marco: la linea A. Su 27 fermate, solo 10 sono dotate di ascensore. Off limits quelle del centro storico.   BATTISTINI L’ascensore è sporco, ma non è una novità. I pulsanti all’interno sono logori e imbrattati da vandali. Passano diversi minuti da quando si preme il comando di salita o discesa dalla partenza del mezzo meccanico. Qui l’ascensore è uno, quindi non c’è possibilità di effettuare manovre di trasbordo.   BALDO DEGLI UBALDI «Guardi, guardi e denunci - dice un anziano -. È una vergogna. In un anno sono più le volte che è fuori servizio rispetto a quelle in funzione. Ma la manutenzione non si fa? - chiede rivolgendosi ai controllori nel gabbiotto -. Vede, fanno finta di non sentire, perché non sanno che rispondere. Qui i soldi se li magnano i capi e la gente poi muore». Qui gli ascensori sono due e frequentemente fuori servizio.   VALLE AURELIA Anche in questa fermata gli ascensori sono fuori servizio. Delle transenne delimitano la zona. «Io non ci faccio più caso - afferma un utente -. Prima scrivevo qualche reclamo all’Atac, poi c’ho rinunciato. In questa città non andrà mai bene niente, perché non vogliono che le cose cambino. Chissà a chi fa comodo. Ho letto della morte di quel bimbo a Furio Camillo - prosegue - Anch’io ho figli e non oso immaginare che momenti stiano passando i genitori. I giornali scrivono di errore umano e che il personale intervenuto non era idoneo all’operazione. Sarà la magistratura a fare chiarezza, però qualche domanda ce la dobbiamo porre. Chi lavora qui dentro è professionalmente preparato ad intervenire in caso di emergenza?».   RE DI ROMA «Quando c’è stato il Family Day? ...la data precisa non la ricordo, però fine giugno. Tutte le persone che erano in piazza San Giovanni si sono riversate in questa metro - racconta un pendolare -. Io c’ero perché dovevo andare a lavorare. L’ascensore si è bloccato e per qualche minuto ho sentito la gente che urlava da dentro. Poi per fortuna è ripartito, non ho verificato le cause, perché andavo di fretta. Questo per dire che è gravissimo non avere dei macchinari funzionanti. Ogni giorno transitano migliaia di persone. E queste sono condizioni da terzo mondo. Gli amministratori dovrebbero prendere con più frequenza i mezzi pubblici». Qui elevatori funzionanti.   PONTE LUNGO «Di pericoloso non ci sono solo gli ascensori. Un bambino un po’ indisciplinato che scappa dai genitori per giocare - dice un uomo -, può mettere la mano sui cavi elettrici scoperti, scivolare e rompersi la testa correndo sul pavimento, d’inverno, quasi sempre bagnato a causa delle perdite». A detta di chi prende spesso la metro da questa fermata, il personale interviene spesso per sbloccare gli ascensori.   FURIO CAMILLO Sono molti a deporre un fiore sul luogo della tragedia. Nella stazione della morte gli ascensori sono sotto sequestro per disposizione del Pm che sta conducendo le indagini. Quattro addetti Atac fanno la guardia all’elevatore «assassino». L’obiettivo è impedire agli sciacalli di fare fotografie. Alla domanda sul collega, la risposta è laconica: «Lo conosciamo, è una brava persona e non avrebbe mai fatto del male intenzionalmente».

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