«Il tempo è galantuomo e le carte dimostreranno che questa operazione è un'operazione arbitraria, perché abbiamo tutte le documentazioni che comprovano la giustezza dell'apertura della manifestazione, giunta alla terza edizione e che ha vinto il bando dell'Estate romana per la seconda volta». Inoltre, per quanto riguarda «la presunta mancanza delle autorizzazioni, noi abbiamo pagato in anticipo il massimo dell'occupazione di suolo pubblico prevedibile per quest'area». Lo ha detto Paolo Frullini, il project manager di «Gasometro 3.0», l'evento dell'Estate romana in zona Ostiense, dove il Gruppo di S.P.E (Sicurezza pubblica emergenziale) del corpo di Polizia Locale, ha messo i sigilli. «È un progetto da quasi un milione e mezzo di euro e che ha un livello culturale eccezionale per lo standard di Roma», ha spiegato Frullini che annuncia azioni legali per il danno economico e morale.
Ostiense
Guerra sul «Gasometro» Dopo i sigilli partono le denunce
