L’obiettivo era «compiere atti di violenza con finalità di terrorismo». Una cellula jihadista legata a doppio filo con Al Qaeda era riuscita a penetrare la rete internet attraverso un sito di matrice fondamentalista, utilizzato per reclutare «martiri». Una rete virtuale del terrore che puntava alla «eversione dell’ordine democratico internazionale». Questo svela la vasta indagine della Procura di Roma, che per la prima volta ricostruisce con dovizia di particolari il fenomeno del terrorismo in Italia. L’indagine è del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e del pm Elisabetta Ceniccola, che si sono avvalsi di investigatori del reparto antiversione dei carabinieri del Ros, del servizio segreto interno (Aisi) e della collaborazione della Fbi statunitense. In manette sono finiti un tunisino e due marocchini: Ahmed Masseoudi, residente prima a Guidonia e poi a Palombara Sabina (comuni in provincia di Roma), ma attualmente in Tunisia, Abderrahim El Khalfi, residente nel quartiere romano di Tor Pignattara, e Mohammed Majene, già in carcere in Marocco per altri fatti. Nei loro confronti è ipotizzato il reato di associazione per delinquere di tipo terroristico. Stando ai riscontri investigativi, «costituivano, assieme ad altri numerosi soggetti non identificati, una cellula estremistica dedita alla jihad islamica, gerarchicamente organizzata ai cui membri venivano demandati specifici compiti di supporto all’associazione islamica affiliata ad Al Qaeda». In particolare, si legge nell’ordinanza, l’organizzazione «si proponeva il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico internazionale, mediante l’apertura e l’amministrazione del sito web di matrice jihadista "www.i7ur.com", attivo nella propaganda, nell’arruolamento e nell’addestramento di chiunque volesse partecipare». L’inchiesta nasce da precedenti accertamenti fatti nel 2009 su un altro forum filo-alQaedista: «Jarchive», che si appoggiava al server della società italiana Aruba srl. Incrociando gli accessi al sito è emersa la presenza massiccia di un’utenza adsl intestata a Mohammed Masseoudi, che all’epoca lavorava nell’Ambasciata della Repubblica di Tunisia a Roma e viveva con la sua famiglia a Guidonia. Gli orari della connessione hanno portato gli investigatori sulle tracce del figlio Ahmed. È stato scoperto che il 29enne era l’amministratore del portale «Ashak Al Hur» (Amanti delle Uri-Vergini), conosciuto con l’acronimo «i7ur». Stando al gip di Roma, che ha convalidato le richieste di arresto, «quella su Masseoudi e su "www.i7ur.com" è la prima indagine in Italia su un forum affiliato ideologicamente ad al-Qaeda». Partecipavano all’associazione, in qualità di membri del forum, un centinaio di soggetti non identificati, localizzati in tutto il mondo. Sono stati registrati accessi da Italia, Francia, Gran Bretagna, Finlandia, Olanda, Germania, ma anche Israele e Stati Uniti d’America. Ahmed Masseoudi sarebbe stato il grande manovratore e incitatore di questo forum «dell’odio». Attraverso 12 diversi nickname censiti sul portale «i7ur» avrebbe incitato alla «guerra santa». Ed è lo stesso gip a scrivere negli atti che «per Messaodui e El Khalfi risulta la completa dedizione all’attività illecita...Essi dedicano la propria esistenza a sostenere Al Qaeda con ogni propria energia e con ogni mezzo, tralasciando i propri interessi personali, ovvero facendoli coincidere con il sostegno all’organizzazione terroristica». Il tutto sarebbe stato compiuto grazie «a relazioni di altissimo livello con i vertici di organizzazioni terroristiche, scambiando con questi materiali, supporti, aiuti, informazioni e copertura» per la jihad in Europa.
Magrebini di Al Qaeda vivevano a Roma
Scoperto dal Ros un forum di propaganda di Bin Laden. Arrestati 3 stranieri
