Ignazio Marino, suo malgrado, dovrà girare con la scorta. Dopo l’assessore capitolino ai Servizi Sociali, Francesca Danese, e il commissario del Pd Roma, Matteo Orfini, ora anche il primo cittadino sarà accompagnato da una squadra di militi dell’Arma specializzati. La decisione è giunta dalla Prefettura di Roma in virtù del ritrovamento presso un ufficio postale di Fiumicino di una lettera di minacce indirizzate al sindaco e alla sua famiglia, accompagnata da un proiettile calibro 9 inesploso. Una presa di posizione che era nell’aria, e che ieri si è concretizzata dopo che il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza aveva consigliato di innalzare il «dispositivo di tutela» nei confronti del sindaco. Il sindaco da ieri gira accompagnato H24 da due carabinieri a bordo di un auto blindata. Già a dicembre scorso, l’ex prefetto Giuseppe Pecoraro consigliò al sindaco di accettare una scorta fornita dalla Polizia di Stato, ma il primo cittadino la rifiutò. Questa volta, però, le minacce erano troppo evidenti e «credibili», come hanno sottolineato anche il questore Nicolò D’Angelo e il prefetto Franco Gabrielli. Intanto, dopo la tregua olimpica, in Campidoglio si torna a parlare di crisi politica. Mafia Capitale, da una parte, e il conflitto Renzi-Marino, dall’altra, tengono banco. Solo che ora l’inerzia del confronto sembra passata in favore del primo cittadino. Ieri il sindaco, durante un’inaugurazione a Tor di Quinto, ad un ragazzo che lo invitava a «non mollare» ha risposto: «Non ci penso proprio». Concetto espresso, con più forza, anche nel pomeriggio, quando i sostenitori del sindaco hanno letteralmente riempito la piazza del Campidoglio per un flash mob al grido di ìIgnazio resisti». Una folla di quasi 5mila persone che ha quasi commosso il primo cittadino: «Oggi questa è la ragione della mia vita: io non mollo e ci rivediamo alle elezioni del 2018. La città ha deciso di andare avanti ed insieme andremo avanti fino al 2023», ha ribadito. Un segnale importante nei confronti di Palazzo Chigi, che riequilibra anche i rapporti in attesa della relazione del prefetto Gabrielli sulle ispezioni seguite all’inchiesta di Mafia Capitale. Intanto, ieri il Pd in Assemblea Capitolina ha perso un altro pezzo. L’ex capogruppo Francesco D’Ausilio ha deciso di dimettersi dunque da consigliere. D’Ausilio viene citato spesso nelle carte di Mafia Capitale ma, pur sottoposto a indagine, non ha mai ricevuto alcun avviso di garanzia. «Sono certo – ha spiegato - che questa mia decisione contribuira ad arrestare l’onda mediatica, consentendo di tenere al riparo chi è stato coinvolto senza colpa». Al suo posto, entrerà Luigina Di Liegro, ex assessore regionale della Giunta Marrazzo e nipote di Don Luigi Di Liegro, fondatore della Caritas diocesana di Roma. ieri è stato nominato anche il nuovo capogruppo della Lista civica di Marino: al posto di Giansanti, ecco Franco Marino.
Scorta a Marino dopo la busta con il proiettile
Il sindaco, da ieri sera accompagnato da due carabinieri, dovrà girare sempre in auto
