Arrivano a piazza Colonna per sostenere la protesta del sindacato autonomo della Polizia. Prima il governatore della Lombardia, Roberto Maroni. Poi il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. In pochi secondi l’angolo di strada prima delle transenne che circondano Palazzo Chigi si riempie di cittadini. Gli chiedono di tutto, salutano, scattano decine di selfie con i telefonini. Loro non si sottraggono. Parlano di sicurezza ma non solo. Presidente Maroni, ma lei candiderebbe Roma alle Olimpiadi del 2024? «Dopo lo scandalo di Mafia Capitale mi sembra molto complicato». Ma si potrebbe fare? «A condizione che cambiasse il sindaco di Roma». Marino non va bene? «No, servirebbe un sindaco onesto e che sa governare. Con Expo abbiamo dimostrato che si possono realizzare tante infrastrutture e miglioramenti per tutti. Abbiamo vinto una sfida importante». Invece Roma non ce la farebbe? «Con questo sindaco nella competizione per ottenere le Olimpiadi arriveremmo ultimi. Peraltro c’è la candidatura di Parigi che è molto forte». Qual è la priorità per Roma in questo momento? «Cambiare tutto. Bisogna dare un governo presentabile a questa città». Insomma, Maroni ha l’orgoglio per i risultati ottenuti con l’Expo (anche se pure lì non sono mancati gli scandali) e rilancia su Roma. In fondo dice le stesse cose che nei giorni scorsi hanno spiegato il premier Renzi e il ministro Boschi e che ormai ripetono un po’ tutti: serve un sindaco onesto ma che sappia anche fare le cose. Marino, in effetti, non ne esce benissimo. Ma il più atteso a piazza Colonna è Matteo Salvini. Quando fa capolino, il «plotone» di telecamere si posiziona sotto il colonnato di Palazzo Wedekind. Lui non delude le aspettative. Poi parla anche delle Olimpiadi a Roma. Onorevole Salvini, lancerebbe la Capitale alla conquista dei Giochi olimpici? «È una follia». Dunque il governo dovrebbe evitare di imbarcarsi in quest’avventura? «Sarebbe una scelta pazzesca». Servirebbe, forse, a far ripartire Roma. «La storia delle ultime Olimpiadi è fatta di disastri e debiti». Non è che lei è contro a priori? «Assolutamente no. Io faccio il tifo ma preferirei che i soldi si spendessero per altre cose, che sono molto più urgenti». Ad esempio? «Riparare le strade che sono piene di buche, sistemare i giardini, dare casa a chi non la ha. Per queste cose spenderei i soldi dei cittadini, non per le Olimpiadi». Uno dei manifestanti tira fuori una maglietta nera con una scritta inequivocabile: «Marino vattene». Salvini non l’indossa, ha già la pettorina gialla del Sindacato autonomo di Polizia. Ma la mostra ai fotografi. Maroni ha detto che se cambiasse sindaco le Olimpiadi si potrebbero anche fare a Roma. Lei è d’accordo? «Ma povero Marino, è come sparare sulla Croce Rossa. È come Alfano...». Cioè? «Un ex. Nel suo caso, un ex sindaco di Roma». Quindi è d’accordo con Maroni. Via Marino e sì alle Olimpiadi nella Capitale. «Bè...». A questo punto interviene Maroni, che sta andando via, con dietro un codazzo di giornalisti: «Ma io intendevo che se andasse via il sindaco Marino, le Olimpiadi si potrebbero fare a Milano». E sorride. Soltanto il primo cittadino della Capitale, presumibilmente, non avrà voglia di ridere.
"Olimpiadi a Roma? Se cambia sindaco..."
Parlano Salvini e Maroni
