Roma Capitale

Mafia Capitale, domiciliari a Coratti. Gramazio resta in carcere

La decisione del tribunale del Riesame. Scarcerati anche il collaboratore di Buzzi, Claudio Bolla, e il vicepresidente della cooperativa La Cascina, Francesco Ferrara

Resta in carcere Luca Gramazio, l'ex consigliere regionale del Pdl finito in manette nell'ambito del secondo filone di indagine su Mafia Capitale. Lo ha deciso il tribunale del riesame di Roma che ha, invece, concesso gli arresti domiciliari all'ex presidente dell'assemblea capitolina Mirko Coratti (Pd). Scarcerazione e domiciliari anche per Claudio Bolla (collaboratore di Salvatore Buzzi) al quale, tra l'altro, è stata annullata la misura restrittiva legata a un episodio di corruzione, e Francesco Ferrara, vicepresidente del cda della cooperativa La Cascina. Il collegio, presieduto da Bruno Azzolini, ha poi confermato l'ordinanza firmata il 4 giugno scorso dal gip Flavia Costantini nei confronti della segretaria di Buzzi, Nadia Cerrito (carcere) e di altri nove indagati per i quali erano stati disposti i domiciliari: gli altri dirigenti de La Cascina Tiziano Menolascina, Domenico Cammissa e Carmelo Parabita, gli imprenditori Daniele Pulcini e Tiziano Zuccolo (già vicepresidente della cooperativa Domus Caritatis), l'ex presidente del X Municipio Andrea Tassone, un suo intermediario Paolo Solvi, il dipendente comunale Mario Cola (Dipartimento Patrimonio) e l'ex sindaco di Castlnuovo di Porto Fabio Stefoni. I giudici hanno poi annullato la misura applicata a carico di Pierina Chiaravalle (domiciliari), Angelo Marinelli (domiciliari), Emilio Gammuto (carcere) e di Michele Nacamulli (carcere, limitatamente all'accusa di turbativa d'asta). Per Marco Bruera (collaboratore di Luca Odevaine), Stefano Venditti (ex presidente della Legacoop Lazio) e Gaetano Altamura (già dirigente del X dipartimento del Comune di Roma) è stata prevista la sostituzione dei domiciliari con una misura meno afflittiva.

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