Roma Capitale

«Asl e Arpa intervenute in ritardo dopo il rogo»

«Sui controlli nel terminal di Fiumicino devastato dall’incendio del 7 maggio le istituzioni sono intervenute in ritardo. Asl e Arpa hanno già effettuato analisi sulle sostanze disperse nell’aria...

«Sui controlli nel terminal di Fiumicino devastato dall’incendio del 7 maggio le istituzioni sono intervenute in ritardo. Asl e Arpa hanno già effettuato analisi sulle sostanze disperse nell’aria dopo il rogo ma inspiegabilmente non vengono resi noti i risultati. Mentre gli operatori aeroportuali continuano ad accusare malori». La denuncia arriva dal consigliere regionale Fabrizio Santori, membro della commissione Sanità, che ieri ha effettuato un sopralluogo nel terminal 3 del Leonardo da Vinci dopo lo sciopero degli impigati dei check in. Mercoledì scorso decine di addetti di scalo e hostess di terra si sono rifiutati di prendere servizio nel terminal 3. L’8 maggio parte dell’aerostazione è stata riaperta e da allora 150 operatori sono ricorsi alle cure del pronto soccorso dell’aeroporto, altri si sono rivolti direttamente agli ospedali. Bruciore della gola e degli occhi, eritemi della pelle, bolle nella bocca e difficoltà respiratorie le principali patologie. «Al momento sono 220 gli impiegati che si sono sentiti male dopo aver lavorato nel terminal 3», affermano Cub Trasporti e Usb. «Pesanti pannelli separano la sala transiti devastata dall’incendio. Ma l’odore dei materiali bruciati è ancora fortissimo. Dopo un’ora e mezza ho accusato bruciori alla gola», racconta il consigliere Santori, che sottolinea il «notevole ritardo delle istituzioni sanitarie nell’effettuare analisi». «La Asl Rm D è intervenuta soltanto l’11 maggio, cioè quattro giorni dopo il rogo quando parte del terminal era già stata riaperta al transito dei passeggeri», spiega Santori. «Il 15 maggio è stata attivata anche la Asl Rm F, per verificare la presenza di amianto. Quindi è intervenuta l’Arpa, che ha effettuato ulteriori analisi e le ha inviate il 21 maggio alla Procura della Repubblica di Civitavecchia, che sta indagando sulle cause del disastro». «I risultati non sono stati resi noti, non sappiamo se nel terminal 3 ci sono sostanze tossiche e gli impiegati vengono obbligati a lavorare lì», incalza Santori, che ha annunciato un’interrogazione urgente al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per sapere «se sono rispettate le normative a tutela della sicurezza e non vi siano rischi per lavoratori e passeggeri». «Bisogna sapere subito se nel terminal 3 sono presenti diossina, polveri sottili, amianto, policlorobifenili e furani», interviene il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, che ha diffidato la Asl RmD a recapitare entro due giorni il risultato delle analisi effettuate. «Non è possibile che a distanza di venti giorni non si abbiano ancora certezze sui possibili rischi per i lavoratori», scrive il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio Alberto Civica. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro urgente al governatore del Lazio Zingaretti. «Credo che nelle prossime ore ci saranno i risultati delle analisi e dei controlli che Arpa ha fatto e che ha trasferito alla Asl e all’Istituto superiore di Sanità», tranquillizza il prefetto di Roma Franco Gabrielli. «Se qualcuno ha preso decisioni tali da mettere a repentaglio la salute di viaggiatori e lavoratori ne risponderà». Intanto il direttore centrale Coordinamento Aeroporti dell’Enac Daniele Carrabba ha incontrato le associazioni dei consumatori per analizzare le problematiche emerse dopo l’incendio, riguardo alla tutela dei diritti del passeggero.

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