Roma Capitale

Affitti mai riscossi e morosi cronici. Lo scandalo del patrimonio comunale

Ecco l'inchiesta de Il Tempo che ha svelato la malagestione delle società capitoline

«Agenzia Campidoglio» aiuta tutti senza pretendere troppo in cambio. Lo ha certificato anche l’Oref, l’organo di revisione contabile che si occupa e preoccupa dell’operato finanziario di Roma Capitale: alla voce «proventi dei beni comunali», cioè affitti o canoni di concessione che il Comune dovrebbe riscuotere dai propri inquilini, mancano 54,2 milioni di euro, che corrispondono alla «formazione e la stratificazione dei residui nel corso degli anni», di cui 13 milioni non versati solamente nel corso del 2014, anno record in termini di morosità. «Si chiede una profonda rivisitazione dei contratti - ha insistito l’Oref - l’adeguamento ai valori di mercato, la verifica e l’eventuale risoluzione dei contratti per morosità». Tra contratti scaduti da un decennio e canoni di locazione mai versati si è calcolato che la «tassa dei morosi», inquilini a sbafo nelle case comunali, ha raggiunto ormai l’80%, stesso discorso per quanto riguarda gli abusivi totali: «Sul totale di 751 immobili da dismettere inclusi nella delibera sull’alienazione del patrimonio comunale - avevano fatto i conti i consiglieri della lista Marchini - 630 sono occupati abusivamente senza titolo, 58 sono liberi e 63 regolari: complessivamente, se si applicassero prezzi di mercato, si potrebbero avere possibili entrate per 26 milioni 743mila euro». Sullo scandalo Affittopoli indaga, così, anche la Procura della Corte dei Conti del Lazio, che vaglierà sia il mancato aggiornamento dei canoni totalmente sganciati dall’andamento del mercato immobiliare sia il nodo della riscossione delle morosità pregresse. Stando a quanto riportato da Romeo Gestioni spa, ex «amministratore» delle proprietà capitoline dalla manutenzione alla bollettazione, «nonostante le nostre continue richieste - sostiene la spa - l’amministrazione non ha mai formalmente inteso autorizzare l’attivazione di contenziosi per il recupero delle somme per evitare qualsivoglia sovrapposizione o contrasto con le attività di alienazione». Un’inerzia che riguarda anche il primo punto, cioè l’aggiornamento dei canoni. A giugno dell’anno scorso, per la prima volta, la Giunta ha varato gli aumenti ancorati alle fasce reddituali, ma nei fatti quel provvedimento è rimasto solo sulla carta: dal un lato perché lo «scatto» non era immediatamente esecutivo, si precisava anzi che «i conduttori, firmatari dei contratti di locazione o legittimi subentranti dovranno inviare entro 60 giorni l’accettazione della proposta», dall’altro a causa dell’avvicendamento tra Romeo e la società Prelios, neo gestore del patrimonio comunale, fatto che ha ritardato l’inoltro dei rinnovi contrattuali e, quindi, della nuova bollettazione. Altri mesi in «sanatoria» che ingrossano il buco di bilancio.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.