E' composta dagli attori Massimiliano Vado e Michela Andreozzi la prima coppia iscritta nel registro delle Unioni civili del Comune di Roma, durante il "Celebration Day" che si è tenuto oggi nella sala della Protomoteca del Campidoglio. Qui saranno registrate, fino alle ore 18, 17 coppie di cui 7 composte da uomini, 4 da donne e 6 eterosessuali. La prima celebrante delegata dal sindaco di Roma Ignazio Marino, assente alla cerimonia, è stata l'attivista Lgbt e consigliera comunale Imma Battaglia: "Conduco battaglie per i diritti degli omosessuali dal 1989 e quindi ho vissuto la discriminazione come ragione di vita e oggi sono felice di essere qui a celebrare la vita, facendo diventare l'amore politico per chiedere uguaglianza e affermando che l'amore stesso non può essere catalogato". Per alcune coppie, come Paola e Stella, "dopo 31 anni di convivenza oggi diamo un segnale importante, in un momento che ci ripaga delle battaglie per l'uguaglianza e per il rispetto nei confronti di tutti". Ma per altre è solo un primo passo: Dario e Andrea celebrano la loro unioni portando in braccio due i loro figli che, "come molti altri in Italia, vivono una cittadinanza mutilata perché non hanno diritto ad avere due genitori. E crediamo sia giunto il momento in cui superare questa loro condizione che non li rende cittadini come gli altri". La sala della Protomoteca è gremita di amici e parenti delle coppie, che assistono al rito di registrazione tra baci, applausi e scambio degli anelli. Sono invece 170 le coppie in attesa di iscrizione che, dopo la verifica degli uffici capitolini sulle domande presentate, nelle prossime settimane potranno registrare il proprio legame affettivo nelle sale del Campidoglio. Inoltre, dal prossimo autunno la richiesta di registrazione potrà essere effettuata anche negli uffici dei 15 municipi della Capitale. La festa. Una grande festa dell'amicizia e dell'amore con giovani fidanzati emozionatissimi, simpatici e euforici. Abiti da cerimonia, scarpe extra lucide, spavaldi e barbuti giovani che indossavano magliette bianche con su scritto ("lo stesso amore, gli stessi diritti, lo stesso sesso"). Accanto a fotografi, giornalisti, cineoperatori e curiosi, un gruppo di giovani studenti provenienti dalla Germania. Una grande festa, dunque, in Campidoglio. Baci e flash, abbracci e lacrime. Unica nota stonata quella di un gentile cittadino, con maglietta a righe e occhiali da sole, che ha inveito sulle scale della Protomoteca con urla e insulti, rivolgendosi alle coppie che salivano verso la Sala. "È uno scandalo -ha gridato- vi sposate con i soldi dei romani. Vergognatevi. Andatevi a sposare di nascosto, privatamente e lo fate, pure, dinanzi a ragazzini. Bravo, bravo, ha rincarato la dose, sindaco de m...". Pronta la risposta dell'energica e volutiva Imma Battaglia, consigliere capitolina di Sel che ha prontamente risposto al rissoso concittadino: "Complimenti, bravo, ma vai via. Questa è, oggi, la nostra festa". E poi rivolgendosi a parenti, invitati, amici, prossimi sposi, fotografi, giornalisti ha aggiunto: "Ecco a voi ancora un esempio di imbecille omofobia". La polemica. Tutto inizia il 18 ottobre 2014, quando il primo cittadino trascrisse in Campidoglio i matrimoni di 19 coppie gay celebrati all'estero, scatenando le ire del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro e del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, che aveva dichiarato nullo il valore della firma del sindaco per la legge italiana (il Tar ha poi dato ragione al Campidoglio). Il 28 gennaio scorso l'Assemblea Capitolina ha approvato, tra non poche polemiche tra le fila dell'opposizione, la delibera numero 1 che istituisce il Regolamento per le unioni civili. Il Registro, unico per tutti i Municipi romani, equipara per l'accesso ai servizi locali le coppie di fatto e le famiglie gay con figli alle famiglie tradizionali, istituite con il matrimonio. La delibera definisce unione civile "il rapporto di reciproca assistenza morale e materiale tra due persone maggiorenni, dello stesso sesso o di diverso sesso, che non siano legate tra loro da vincoli giuridici e che abbiano chiesto la registrazione anagrafica", individuandone il fine di "superare situazioni di discriminazione e/o disagio e favorire integrazione", principalmente per queste aree tematiche: casa, sanità e servizi sociali, diritti e pari opportunità, occupazione e produttività, cultura e sport, occupazione, tariffe, tasse, tributi e imposte locali. Chi si iscrive al registro è equiparato al parente prossimo del soggetto con cui si è iscritto ai fini della possibilità di assistenza. Oggi è il wedding day, giornata di celebrazione collettiva, in cui "Roma sposa i diritti", ovvero la prima iscrizione ufficiale di 20 coppie nell'albo istituito in Comune.
Unioni civili, in Campidoglio registrate 17 coppie
Grande festa per il "Celebration day". La protesta di un romano: "Vergognatevi. Andatevi a sposare di nascosto"
