«La stessa Ama, nei giorni scorsi, ha messo le mani avanti annunciando possibili disagi a causa di problemi tecnici di ricezione e manutenzione in corso in alcuni impianti regionali e del nord Italia, bene questi rallentamenti erano stati ampiamente previsti e riguardano tutti, anche le nostre linee, è totalmente fuori luogo e gratuitamente diffamatorio da parte dell’assessore Marino insinuare un comportamento omissivo da parte del Colari». L’avvocato Candido Saioni, presidente del Consorzio di Manlio Cerroni, respinge le dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente Estella Marino che ha accusato il gruppo di «limitare l’operatività degli impianti» contribuendo all’emergenza spazzatura in strada e dà una notizia: «Finalmente, dopo otto mesi, abbiamo ottenuto l’autorizzazione regionale per esportare il Cdr (combustibile da rifiuto) in Portogallo dal porto di Civitavecchia». Allora avvocato, Roma ormai è una pattumiera, la Marino dice che è colpa vostra, è così? «Non scherziamo, in una lettera inviata ieri ad Ama e a tutte le autorità, prefetto compreso, riportiamo anche tutta la corrispondenza avvenuta tra i tecnici del Colari e quelli della municipalizzata: si evince chiaramente, anche per il momento storico che tradizionalmente registra un aumento della produzione di rifiuti, che stiamo facendo i salti mortali trattando oltre 2.100 tonnellate al giorno negli impianti di Malagrotta». Quindi qual è il problema? Perché la spazzatura resta in strada? «Perché, come abbiamo scritto via mail già nei primi giorni di maggio, gli impianti di ricezione sono in grossa difficoltà, sono fermi quelli di Brescia, Scarlino, Lomellina, si sommano i due di Lazio Service e i due di Hera che ripartiranno ma breve ma dovranno comunque stoccare i rifiuti accumulati in questi giorni». Intanto i depositi di Ama, Rocca Cencia e Salario, e i vostri di Malagrotta scoppiano... «Ovviamente, gli stessi disagi per i quali Ama si è scusata nei giorni scorsi con la cittadinanza riguardano tutti, anche per noi il problema è di ricezione da parte degli altri impianti, con un’aggravante per il Colari: la morosità nei confronti del gruppo, almeno 70 milioni di euro, ci mette nella condizione di non poter più corrispondere quanto dovuto ai nostri fornitori, col prevedibile rischio di non poter più proseguire il conferimento dei rifiuti nei loro impianti, l’altro ieri ci ha chiuso gli accessi un sito che trattava circa 2.500 tonnellate al mese tra Cdr e Fos (frazione organica stabilizzata), un altro minaccia di fare altrettanto, se il cerchio non si chiude torniamo al punto di partenza, è tutta immondizia che resterà in strada». Resta il fatto che l’assessore vi accusa di non far funzionare al massimo i vostri impianti... «Basterebbe farsi un giro a Malagrotta per capire che non è così, le balle di Cdr accumulato e i depositi pieni stanno proprio a significare che quel "massimo sforzo" che le autorità ci hanno richiesto e per il quale, nello stesso periodo dell’anno scorso, ci hanno anche ringraziato pubblicamente, è avvenuto e continua ancora oggi: è chiara l’impossibilità da parte nostra di gestire il piano delle fermate di altri impianti di recupero energetico dai quali Roma resta totalmente dipendente». Il fatto che si sia sbloccata la pratica portoghese alleggerirà il carico? «Dalla prossima settimana, finalmente, dopo un’attesa durata otto mesi, abbiamo ottenuto dalla Regione Lazio l’autorizzazione per esportare il Cdr in Portogallo via nave da Civitavecchia, sarà una valvola di sfogo ma i problemi restano: l’accumulo dei debiti nei confronti del Consorzio diventa una condizione vessatoria che rende complicato per un imprenditore continuare a lavorare». Intanto, è sotto gli occhi di tutto, l’emergenza immondizia sta contagiando sempre più quartieri specie nei quadranti compresi tra Cinecittà, Tuscolano, Pigneto e i municipi più periferici. Ammette le criticità anche Ama, che l’altro ieri informava in una nota «il persistere di difficoltà di evacuazione del combustibile da rifiuti (Cdr) per manutenzioni in corso negli impianti regionali e nazionali. Anche il quantitativo di rifiuti accolto negli impianti Colari, inoltre, risulta al momento ridotto rispetto alla capacità normalmente disponibile, ciò a fronte di una crescita stagionale nella produzione dei rifiuti che trova il suo culmine nel mese di maggio». A conti fatti, la stessa versione del Colari.
Emergenza rifiuti in strada? «Pronti a spedirli in Portogallo»
Erica Dellapasqua «La stessa Ama, nei giorni scorsi, ha messo le mani avanti annunciando possibili disagi a causa di problemi tecnici di ricezione e manutenzione in corso in alcuni impianti...
