È caos totale per i pazienti del Centro studi di Microcitemie di Roma, che a causa della mancanza di fondi, è stato costretto a sospendere i servizi alla cittadinanza. Il Centro è gestito dall’Associazione nazionale Microcitemie onlus, attivo dal 1961 è altamente specializzato nello screening della popolazione per la prevenzione di anemie e talassemie. La Regione Lazio, in una nota di due giorni fa, ha specificato che il Centro ha sospeso le attività perché non a norma e che «nel frattempo per non interrompere le attività di screening abbiamo richiesto al Policlinico Tor Vergata che ha uno dei laboratori piu avanzati in Europa gestito dall’Istituto Mediterraneo di ematologia di rendersi disponibile per le attività di prevenzione». Alla confusione dei pazienti che non sanno a chi rivolgersi, tra i quali diverse donne in gravidanza, si è aggiunta quella dell’Istituto Mediterraneo di ematologia. Il professor Guido Lucarelli, direttore scientifico dell’Istituto si è detto infatti «basito» dalla nota della Regione, della quale «nessuno è stato informato. Si tratta di una cosa assurda - commenta - il nostro Istituto è altamente specializzato nei trapianti, non siamo in grado di effettuare lo screening per le microcitemie. Non a caso è proprio il Centro dell’Anmi a fornirci questo tipo di diagnostica. Trovo assurdo che la Regione non lo sappia». I disagi intanto si iniziano a sentire: al Cup, il centro di prenotazione regionale, non sono in grado di dare informazioni precise e la rabbia dei pazienti si sfoga su internet. La petizione lanciata su charge.org ha già raggiunto nel giro di un paio di giorni oltre 1.500 firme e alla Pisana il consigliere del Gruppo Misto, Pietro Sbadella ha già pronta un’interrogazione urgente.
Centro Microcitemie
Caos sulle analisi Interrogazione alla Pisana