Roma Capitale

Cori e striscioni. Papa superstar a Ostia

Migliaia di fedeli a Regina Pacis. Sulle bandierine: Francesco pensaci tu. La reazione della folla: "Finalmente si parla di noi per una buona notizia"

Francesco Pope-star. Ostia saluta Bergoglio come fosse un idolo delle teenagers. Cori da stadio, applausi, acclamazioni e inviti a farsi vedere, come accade nei concerti a pochi minuti dall’inizio. Papa Francesco sbarca sul litorale e batte il mare per knock out. Migliaia di persone, anziani, disabili, bambini, ragazzi e giovani famiglie hanno disertato le spiagge ieri pomeriggio per accogliere il Santo Padre in visita ad Ostia. Bandierine colorate, coccarde bianche e gialle ovunque, striscioni appesi ai balconi dei palazzi e venditori ambulanti sistemati ad ogni angolo a caccia di fedeli ai quali rifilare gadget da 5 euro in su. Nel quartiere del litorale romano che ancora annaspa nello tsunami di Mafia Capitale, ieri non si è parlato di varchi, di corrotti e di collusi. «Francesco pensaci tu», qualcuno ha scritto su un lenzuolo steso sulla palazzina di fronte alla parrocchia. «Finalmente si torna a parlare di Ostia con una notizia positiva – dice Giacomo, mentre regge la bambina sulle spalle -. L’immagine di una zona di Roma così bella è stata deturpata negli anni da banditi e imprenditori arricchiti che oggi ci hanno portato ad un’amministrazione commissariata e al degrado che nella zona regna sovrano». Il sole cocente e la calca non hanno fatto desistere la marea umana armata di cellulari, fotocamere e di immancabili bandierine. Per aggiudicarsi un posto all’interno della chiesa c’è chi si è presentato alle 13 e anche prima. Cinque ore in "religioso" silenzio e "santa" pazienza in attesa della messa prevista per le 18 e iniziata senza ritardo. «Per una volta il sacrificio si può fare, e poi ne vale la pena» assicura una felice anziana con la grinta di un’adolescente in coda per l’autografo del proprio cantante preferito. D’altronde la visita di Papa Francesco a molti deve esser sembrata una benedizione per un nuovo inizio, dopo le cronache non proprio felici che hanno visto Ostia negli ultimi mesi al centro dell’interesse mediatico. Coloratissimi i fans di Bergoglio: una su tutte Beatrice che, per l’occasione, ha scelto un soprabito dai toni cardinalizi. «Sono venuta qui con mio marito – racconta mentre stringe il rosario – perché mancare sarebbe stato un peccato imperdonabile». Il mare, che dall’alto della collina dove si erge imponente la parrocchia appena si intravede, stona quasi con la sua calma rispetto alla gioiosa confusione degli instancabili Papa boys. «Francesco, Francesco» intonano con cori da stadio. L’adrenalina tra la gente che circonda gli angoli della scalinata è tale che una voce dagli altoparlanti invita a «non applaudire, all’uscita del Papa, per mantenere il clima di raccoglimento». Richiesta non gradita dalla folla, che per un attimo risponde con i fischi, e nient’affatto rispettata alla vista di Bergoglio salutato con il calore solitamente riservato alle popstar. «Siamo emozionate, a me veniva pure da piangere - dice una delle giovani guide Scout ricevute dal Papa nel giardino della chiesa -. È stato bellissimo parlarci, lo aspettavamo da tanto. Ci ha detto di tenere sempre la gioia dentro». «Siamo qui dalle 14 – spiegano Caterina, Antonia e Paolo -, in chiesa già non c’era più posto ma qui fuori almeno avrebbero potuto mettere dei maxischermi per farci assistere alla messa. Ci sentiamo isolati, non si riesce a seguire». «Se ci fosse stato Ratzinger? Beh no, lo ammetto, non sarei venuta. Papa Francesco è un’altra cosa», aggiunge Antonia. «Siamo qui dall’ora di pranzo, pure qualche minuto prima – raccontano dei ragazzi impegnati in un selfie collettivo con la Regina Pacis come sfondo -. Siamo religiosi, ma più che altro affezionati a questo Papa umile e speciale». Più cinico un anziano accompagnato in piazza dai figli: «So’ venuto a prega’ Francesco perché metta lui una buona parola pe’ coprì le buche. Qui non ci fila nessuno, se non fanno qualcosa presto scennemo tutti all’Inferno senza neanche aver peccato».

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