Roma Capitale

«L’archeologia chiusa e inaccessibile una truffa per i visitatori stranieri»

Francesca Pizzolante «Questa è una vera e propria truffa ai danni del turista». Carlo Rienzi, presidente del Codacons, non usa mezze misure. L’inchiesta de Il Tempo sui siti archeologici ai quali...

«Questa è una vera e propria truffa ai danni del turista». Carlo Rienzi, presidente del Codacons, non usa mezze misure. L’inchiesta de Il Tempo sui siti archeologici ai quali non si può accedere, continua a far discutere. Per chi quotidianamente si trova a combattere per i diritti del consumatore, questa rappresenta una truffa.. «I turisti, soprattutto gli stranieri, che pagano un viaggio per venire appositamente a Roma per visitare le nostre meraviglie, giustamente inserite nelle guide turistiche - dice Rienzi - possono chiedere un rimborso al comune di Roma e al ministero dei beni culturali. Supponiamo che una famiglia paghi la vacanza tremila euro per poter soggiornare una settimana; se in questo lasso di tempo non riescono a visitare, per colpe altrui, i siti per i quali hanno appositamente comprato un biglietto aereo, è giusto che ottengano un piccolo rimborso. Questo è un danno come tanti che si reca al consumatore». Il Codacons aveva fatto una simile battaglia per la riapertura dello stadio Domiziano in piazza Navona: « Il sito archeologico era divento una discarica e grazie all’intervento di un privato, costo zero per il Comune di Roma, ora è fra i posti maggiormente visitati- prosegue Rienzi-Capisco che tenere aperto un sito abbia dei costi. Le istituzioni competenti, comune e ministero, facciano ammenda. Eppure la soluzione sarebbe semplice e fruttuosa per l'amministrazione. Se i siti chiusi venissero concessi a privati, il comune avrebbe due vantaggi: un offerta culturale in più offerta al turista e maggiori introiti per le martoriate casse comunali. Pensate come sarebbe. Maggiore professionalità, più cura dei beni storici e profitto per l'amministrazione. Se quest'opzione è impraticabile - continua Rienzi- Marino faccia funzionare per bene l’assessorato competente». Dichiarazioni che fanno il paio con quelle di Elio Lannutti, presidente ell’associazione dei consumatori Adusbef: «Insipienza e incompetenza. Molta propaganda e pochi fatti e la colpa è da ascrivere al duo Ignazio Marino e Dario Franceschini». Insomma una condanna senza mezzi termini.

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