Roma Capitale

L’Ama batte «Colari»: risparmiati 900 milioni

Ama vince l'arbitrato che, questa volta, vede soccombere il Consorzio laziale rifiuti (Colari) dell'avvocato Manlio Cerroni, che aveva avanzato nei confronti della municipalizzata una richiesta di...

Ama vince l'arbitrato che, questa volta, vede soccombere il Consorzio laziale rifiuti (Colari) dell'avvocato Manlio Cerroni, che aveva avanzato nei confronti della municipalizzata una richiesta di risarcimento da 900 milioni di euro per il mancato utilizzo degli impianti e del gassificatore di Malagrotta. Il Consorzio, in sintesi, sosteneva che Ama avrebbe dovuto sottoscrivere un accordo decennale per il trattamento e lo smaltimento della parte di rifiuti indifferenziati che non era possibile lavorare nei siti di proprietà di Ama. Un «successo» per il sindaco di Roma, Ignazio Marino, che per primo ieri ha dato la notizia: «La prima volta in 38 anni che Ama vince su Colari - ha detto - in questo modo finisce per sempre l'era di Malagrotta e del monopolio privato della gestione del ciclo dei rifiuti nella nostra città, se avessimo perso sarebbe stato un danno gravissimo per il Comune». Un macigno, i 900 milioni, che per l’azienda in caso di esito negativo avrebbero potuto significare il default: «Abbiamo eliminato il più forte ricatto che incombeva sulla continuità aziendale e sulla sopravvivenza stessa di Ama - ha commentato l’ad Daniele Fortini - Se il collegio arbitrale, infatti, avesse condannato l’azienda a risarcire un importo, seppur ridotto, ciò avrebbe potuto pregiudicare fatalmente il futuro di Ama». «Per mesi siamo stati sotto scacco - ha continuato Fortini - il condizionamento di una possibile condanna ha fortemente limitato la capacità di azione dell’azienda e ha creato una grande incertezza a trecentosessanta gradi sull’affidabilità stessa di Ama: sulla sua capacità di far fronte agli impegni presi con il sistema creditizio e con i fornitori, sulla sua determinazione ad investire in un piano industriale per la crescita e la sostenibilità del ciclo dei rifiuti metropolitano, sulla sua abilità a riconvertire nel segno della maggiore efficienza, con le risorse date, tutti i servizi resi alla città». Tra le iniziative più recenti dell’azienda che intende "scollarsi" definitivamente dal monopolio, ricordiamo, c'è anche il bando da 2,4 milioni di euro con cui si cercano altri soggetti per trattare le "ultime" 600mila tonnellate di rifiuti indifferenziati dal 2009 trattate negli impianti di Cerroni a Malagrotta e Rocca Cencia. «Stiamo studiando le carte - conclude il presidente di Colari, l’avvocato Candido Saioni - non appena avremo letto le motivazioni decideremo il da farsi». L’intenzione del gruppo sarebbe comunque quella di fare appello confermando così la richiesta di risarcimento.

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