Roma Capitale

Da luglio il catalogo per i dehors

Sedie, tavolini e ombrelloni. La sovrintendenza dice «sì» ai modelli

Ora è ufficiale: gli esercenti dovranno mettere fuori dai loro locali tavoli, sedie e ombrelloni scelti dal catalogo del Comune di Roma. Niente più ombrelloni colorati in centro, via vasi e fioriere a delimitare lo spazio esterno mentre le coperture laterali non potranno superare l’altezza di 1 metro e 30. Il Campidoglio ha incassato il «sì» della Sovrintendenza e la delibera sugli arredi (modello Venezia) dovrebbe entrare in vigore il primo luglio. A questo punto gli esercenti avranno un anno e mezzo per mettersi in regola. La città è stata divisa in tre zone, vie e piazze di pregio, città storica e periferia. Ogni area avrà a disposizione una serie di soluzioni cui attenersi, con tanto di figure e fotografie dei diversi tipi di sedie, tavoli e ombrelloni, che ogni esercente potrà acquistare dove vuole. Gli ombrelloni, con mantovana e tiranti, saranno banditi nelle piazze e vie di pregio mentre gli arredi colorati saranno possibili soltanto nel resto della città. Potranno essere messi i famosi "funghi" caloriferi e i portamenù (che erano stati eliminati dalla precedente amministrazione), purché non superino un’altezza di un metro e 60 e una larghezza di 0,60 e siano posti all’interno del perimetro di occupazione. Se sugli arredi si è messa la parola "fine", con il benestare di Confcommercio e Confesercenti, che ieri hanno avuto un incontro a porte chiuse con l’assessore al commercio Marta Leonori, c’è ancora tempo per il ricalcolo dei canoni di occupazione di suolo pubblico, che hanno ritardato l’approvazione della nuova delibera Cosap. Sembra infatti che l’assessore e il presidente della commissione capitolina al commercio, Orlando Corsetti, stiano lavorando a una bozza comune che riveda al rialzo i canoni per le zone più commerciali e al ribasso quelli nel resto della città. Fa discutere, invece, la tassa sull’ombra (pagata su ombrelloni, insegne, faretti), che l’assessore Leonori vuole togliere contro Corsetti, che ha chiesto invece resti almeno per gli ombrelloni per evitare un ammanco di notevole entità nelle casse del Comune. Ma la quadra non si trova neanche sugli abusivi. Le associazioni degli esercenti avevano chiesto sanzioni più severe contro chi occupa senza alcun titolo il suolo pubblico, arrivando a ipotizzare per questi il ritiro della licenza. Proposta bocciata dall’assessorato, che spera invece nell’atteso testo regionale sul commercio dove potrebbe essere inserita una norma ad hoc. Ad oggi resta quindi la chiusura di cinque giorni dell’esercizio in caso di reiterazione dell’abuso. Altra richiesta delle associazioni è stata la possibilità di aggirare il muro del "cono di visibilità" nelle piazze storiche imposto dalla Sovrintendenza concedendo osp solo con tavoli e sedie, senza gli ombrelloni. Su questo l’assessorato ha mostrato una prima, parziale, apertura ma la parola finale, come sempre, spetterà alla Sovrintendenza.

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