All'apparenza sembrava olio extravergine di oliva ma in realtà si trattava di un olio di semi trattato con altre sostanze e del colorante. Per questo motivo un arzillo settantasettenne originario di Roma, titolare della ditta Demo Srl, è stato condannato a scontare 3 mesi di reclusione. All'anziano è andata anche bene visto che il pubblico ministero Mario Pesci aveva chiesto una condanna ad un anno di carcere. La vicenda risale al 2012. Un normale controllo delle autorità tra i negozi del centro storico della Capitale aveva condotto gli inquirenti sulle tracce dell'imputato. Infatti, l'olio servito ai turisti che si fermavano a mangiare in via del Corso, nel cuore di Roma, era stato venduto al commerciante come “Olio extravergine d'oliva”. In realtà, i controlli effettuati dal laboratorio di Perugia del Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali, su un campione prelevato dagli uomini dell'Ispettorato centrale repressione frodi, aveva dato risultati differenti. Si trattava di un alimento non genuino, mescolato a prodotti che ne “alteravano la naturale composizione”. La difesa dell'imputato non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito al reato commesso dall'anziano.
Vendeva olio di semi come extravergine, condannato 70enne
Trattato con altre sostanze e colorante, poi servito ai turisti in via del Corso