Casa e servizi gratis come nullatenenti e conti correnti gonfi di denaro: si erano approfittati della «manica larga» del comune di Roma Capitale i 21 nomadi di etnia rom per i quali il pm La Speranza ha chiesto il rinvio a giudizio. Una storia da teatro dell’assurdo quella finita nel mirino dei magistrati di piazzale Clodio che, dopo indagini serrate sono venuti a capo dell’incredibile vicenda che, durante l’indagine, vedeva coinvolte quasi 50 persone, tutte accusate di avere dichiarato il falso per accedere alle graduatorie alloggiative nei cotainers messi a disposizione dal Comune (in una città come Roma che vive quotidianamente il dramma dell’accesso alla casa). Ma non c’era solo la casa nel mirino degli indagati che, grazie ad una serie di falle nel sistema amministrativo e grazie ad una notevole faccia tosta, erano riusciti a garantirsi anche la fornitura (ovviamente gratis) dei servizi essenziali: dall’acqua al gas, passando per la corrente elettrica. I 21 che rischiano il processo però non erano affatto nullatenenti visto che gli inquirenti sono riusciti ad individuare conti e beni per centinaia di migliaia di euro che sarebbero stati nascosti al momento della richiesta di assistenza pubblica.
Truffa al Comune
Alloggi ai rom 21 nomadi a giudizio