Roma Capitale

Ex consigliere comunale accusato di truffa Nuovo processo per Orsi

Martino Villosio Il suo nome era esploso sulle colonne della giudiziaria nel 2011 quando, all'epoca consigliere comunale di Roma ed ex delegato al decoro urbano, Francesco Orsi finì sotto inchiesta...

Il suo nome era esploso sulle colonne della giudiziaria nel 2011 quando, all'epoca consigliere comunale di Roma ed ex delegato al decoro urbano, Francesco Orsi finì sotto inchiesta per «riciclaggio, reimpiego di proventi frutto di reato, corruzione, cessione di sostanze stupefacenti in occasione di festini con prostitute». Nel frattempo quest’ultima accusa, che all'epoca brillava in evidenza nei titoli di giornale, non ha trovato alcun riscontro in sede processuale, ma per l'uomo dipinto allora come «vicino» all'ex sindaco Gianni Alemanno ma anche alla Dama Bianca Francesca Gagliardi - dopo una condanna a due anni e sei mesi per truffa aggravata arrivata a settembre e riferita a fatti del 2007 - si è aperto con la prima udienza di giovedì scorso un nuovo processo a piazzale Clodio. L'ex consigliere comunale deve rispondere in quest’altro procedimento (scaturito dalla stessa indagine sfociata nelle perquisizioni e nei sequestri del 2011) delle accuse di truffa e appropriazione indebita. In ballo ci sono una serie di assegni che, secondo l’imputazione, sarebbero stati versati ad Orsi da un conto corrente attivo presso una filiale romana della banca Mediolanum e intestato a un soggetto non esistente, ovvero alla «falsa identità» Giuliacci Marco. L'istituto di credito in questione si è costituito peraltro parte civile nel processo. In base alla ricostruzione i soldi in questione sarebbero una parte di una «provvista» di denaro costituita grazie a una truffa perpetrata a Benevento nei confronti di persone disabili. Si tratta di 92 mila euro di finanziamenti assegnati dalla Regione Campania, che in base alla ricostruzione accusatoria sono stati incassati l’8 agosto 2006 su conto intestato a Michele Sordillo e Pellegrino Tufo (aperto utilizzando gli stessi nomi dei soggetti truffati ma in realtà riferito a persone inesistenti) e trasferiti due settimane dopo, attraverso 9 giroconti disposti tramite internet, sul conto appunto intestato all'altrettanto inesistente Giuliacci.

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