Roma Capitale

On line i nomi degli adesivi abusivi

«Quando trovi un adesivo, staccalo e denuncialo». È questa la campagna di «Adesivileaks», lanciata dal movimento di cittadini Retake Roma che promuove l'arte di strada legale, appoggiato dal blog...

«Quando trovi un adesivo, staccalo e denuncialo». È questa la campagna di «Adesivileaks», lanciata dal movimento di cittadini Retake Roma che promuove l'arte di strada legale, appoggiato dal blog Roma Pulita e da altre associazioni antidegrado. L'idea è nata da tre sviluppatori esterni che preferiscono rimanere nell'anonimato. Il progetto mira a combattere gli adesivi abusivi che, scrivono gli associati, «sono un reato punito dal codice penale, distorcono la concorrenza e nascondono ecoreati». Nel mirino della campagna, lanciata anche sul profilo twitter ufficiale della città di Roma, ci sono quegli adesivi appiccicati su spazi pubblici e privati della città (dai pali della luce alle centraline Enel fino ai monumenti) che pubblicizzano soprattutto traslochi. «Dietro a un innocuo adesivo di traslochi low cost si possono celare illegalità molto più gravi - specifica l'appello online - Dalla semplice evasione fiscale ad attività criminali ed ecomafie che possono deturpare e avvelenare l’ambiente con discariche abusive, rifiuti pericolosi, rifiuti contenenti amianto abbandonati». Adesivileaks fa sul serio, tant’è che sul sito viene specificato ai cittadini: «La tua segnalazione è un impegno serio di denuncia di un'attività illecita». I dati raccolti vengono poi inseriti in un database e trasmessi alla polizia. Il progetto è nato esplicitamente per il Comune di Roma, ma in futuro potrebbe essere esteso. È una vera e propria guerra quella di Adesivileaks contro l'adesivo selvaggio, tant’è che nel sito si reclutano i «redenti» vale dire quanti hanno attaccato pubblicità abusive fino all'altro ieri e ora si sono pentiti. Sul sito si richiede a tutti di inserire luogo del ritrovamento del volantino e dati chi lo ha affisso (nome, numeri di cellulare); non sono previste le foto per evitare di sovraccaricare l'indirizzo e-mail del gruppo.

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