Roma Capitale

"Terrorismo, il rischio zero non esiste"

Da capo della Digos di Roma a numero uno della Protezione Civile.  Il primo giorno del neo prefetto della Capitale Franco Gabrielli

Da Mafia Capitale al Giubileo fino all’emergenza profughi e la minaccia terroristica, partendo dalla consapevolezza che «la sicurezza totale non esiste». Ci sono molti temi caldi che il neo prefetto di Roma Franco Gabrielli si troverà ad affrontare molto presto: «Per ora pensiamo a questa tre giorni, Via Crucis, partita all’Olimpico e messa pontificale, e martedì, se tutto andrà per il meglio, comincerà una serie inimitabile di riunione e confronti». Dialogo e fine dei proclami: «Prima voglio leggere le carte» continua a rispondere Gabrielli sui tanti problemi che attanagliano la Capitale perché «la gente è stanca di sentirne solo l’elencazione, cambiamo approccio, pensiamo prima alle soluzioni». In mattinata Gabrielli, già capo nel 2001 della Digos della Questura di Roma, ha incontrato il sindaco Marino, una prima occasione per parlare di sicurezza: «Ogni tempo ha le sue criticità, oggi potremmo dire che siamo ai tempi dell’Isis, del Califfato, dello sfaldamento istituzionale delle regioni a sud del Mediterraneo, minacce importanti però il nostro è un Paese senza memoria, forse ci siamo già dimenticati di quanto accaduto nella metropolitana di Londra, di Atocha, situazioni per certi aspetti più gravi di quelle che fronteggiamo oggi, quindi non possiamo trasmettere un messaggio allarmistico ma di consapevolezza: come in Protezione civile non esiste "rischio zero", non può esistere la sicurezza assoluta». L’idea del neo prefetto è di mettersi «tutti attorno a un tavolo, col sindaco, per capire le principali difficoltà e cercare di risolverle, non annunciarle solamente». Così, anche in riferimento a Mafia Capitale, «c’è una scadenza fissata per il 15 giugno - termine per le verifiche dei commissari sugli appalti interessati dall’inchiesta - quindi non chiedetemi ora i programmi - ha continuato Gabrielli - li verificheremo insieme, stamattina (ieri, ndr) ho sentito il procuratore Pignatone, fatemi leggere le carte, per fare valutazioni ci sarà tempo». Calda accoglienza da parte del sindaco Marino, che più volte aveva "sfidato" l’ex prefetto Giuseppe Pecoraro sui temi più diversi, dalla trascrizione delle nozze gay alle critiche sulla gestione dell’ordine pubblico in occasione della devastazione ad opera dei tifosi olandesi del Feyenoord: «Come sindaco sono particolarmente orgoglioso che il ministro dell’Interno e il presidente del Consiglio abbiano scelto per questo incarico Franco Gabrielli - ha detto Marino - In un momento in cui Roma deve affrontare sfide come quella epocale del terrorismo, dell’immigrazione, la sfida che ci ha offerto straordinariamente papa Francesco con il Giubileo e la sfida quotidiana, come ha detto bene il prefetto, degli ultimi, ovvero delle persone che in questa città percepiscono insicurezza ma che hanno il diritto di migliorare la qualità della vita, credo che una persona come Gabrielli abbia tutte le caratteristiche per consentire a Roma di essere all’altezza dei suoi compiti di Capitale».

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