Roma Capitale

Lady Madoff al Gip: rispondo solo di metà dei soldi

Vincenzo Imperitura Potrebbe decidersi a parlare Bruna Giri, la promotrice finanziaria scappata a Santo Domingo e arrestata nei giorni scorsi dall’Interpol.Dopo il suo trasferimento a Rebibbia...

Potrebbe decidersi a parlare Bruna Giri, la promotrice finanziaria scappata a Santo Domingo e arrestata nei giorni scorsi dall’Interpol. Dopo il suo trasferimento a Rebibbia infatti "Lady Madoff" è stata interrogata dal Gip Battistini e anche se formalmente si è avvalsa della facoltà di non rispondere, la donna (fuggita, sostengono gli inquirenti, con un bottino di 35 milioni di euro sottratti ai risparmiatori che a lei si erano affidati) ha confidato al giudice di essere responsabile solo della metà delle cifre che le vengono contestate. Il resto del malloppo sarebbe stato raccolto e fatto sparire dai suoi collaboratori. Arrivano quindi le prime, timide, ammissioni di colpa da parte della Giri che potrebbe decidere di parlare nell’udienza preliminare prevista per metà aprile davanti ai giudici di piazzale Clodio. Intanto sono già trenta i truffati che hanno deciso di costituirsi parte civile nel tentativo di recuperare almeno una parte dei soldi investiti. Il sistema escogitato dall’ex promotrice finanziaria era semplice e ricalca, grosso modo, quello messo in atto da Lande: Bruna Giri, sostengono gli inquirenti, avrebbe raccolto i risparmi di una cinquantina di professionisti della Roma bene promettendo loro interessi altissimi (fino al 10%). Un giochetto redditizio che ha consentito alla donna (e ai suoi collaboratori) di incassare milioni di euro che anziché venire investiti come promesso, semplicemente, finivano nelle tasche della "cricca". Quando poi gli investitori battevano cassa per intascare gli interessi promessi, la Giri girava loro poco spiccioli che venivano stornati dai versamenti dei clienti più "recenti". Un giro di scatole cinesi che alla fine è imploso su se stesso. Quando cioè il cerchio si è stretto troppo, la promotrice finanziaria (che lavorava per la banca popolare di Puglia e Basilicata, istituto di credito che si è costituito parte civile attraverso il proprio legale, l’avvocato Vincenzo Comi) ha raccolto quanto aveva messo da parte con le truffe ai clienti, scappando poi a Santo Domingo, dove per anni avrebbe usufruito dell’accoglienza dello stato caraibico. Almeno fino a quando i soldi truffati ai risparmiatori romani lo hanno consentito.

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