Roma Capitale

Riparte la contesa

«Varchi negli stabilimenti o li apriamo noi» Out-out del Pd. Ma i balneari non ci stanno

«Gli esercenti balneari di Ostia si adeguino, altrimenti interverremo anche con la forza pubblica». È questo l’out-out del gruppo Pd di Roma Capitale che ha dato circa 20 giorni di tempo agli stabilimenti del litorale romano, di adeguarsi all'ordine del giorno approvato nell'ultimo bilancio capitolino, che prevede «l'apertura di un numero sufficiente di varchi d'accesso all'arenile». I consiglieri del Partito democratico, durante una conferenza stampa a via delle Vergini - a cui hanno preso parte il capogruppo, Fabrizio Panecaldo, il presidente della commissione Ambiente, Athos De Luca e Francesco D'Ausilio - hanno quantificato queste aperture in circa una decina di varchi da abbattere «prima dell'avvio stagione estiva». «Non possiamo attendere l'approvazione del Pua - ha spiegato Panecaldo- è necessario da subito dare un segnale forte ai cittadini». «Da oggi - ha aggiunto De Luca - si apre una nuova stagione per il litorale romano. Dobbiamo ripristinare la legalità in quell'area, tutta l'opinione pubblica è contraria a questo "lungomuro". È arrivato il momento che gli esercenti si adeguino e che lo facciano a proprie spese, altrimenti interverremo noi. Le spiagge non sono loro ma pubbliche». «L’atto di forza del Comune è intimidatorio, partiranno azioni legali, basta sparate mediatiche». È la risposta di Federbalneari. «A fronte di un'eventuale inerzia dei titolari degli stabilimenti balneari, il Comune è obbligato ad intervenire in danno dei titolari delle concessioni con specifiche ordinanze, è emerso dalla conferenza stampa di Via delle Vergini - dichiara il presidente di Federbalneari Roma, Renato Papagni - Per queste azioni bisogna rispettare le leggi, qualsiasi operazione sulle concessioni del demanio marittimo senza Pua è illegale. De Luca è all'ultima spiaggia, sta tentando disperatamente di mettere in piedi una operazione "illegale", demonizzando gli imprenditori balneari. Legalità significa rispetto delle leggi, ma l'Amministrazione non ha approvato il Pua Regionale, né Comunale».

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