Sulla questione della scolarizzazione dei bambini rom arriva una lettera dall’associazione 21 luglio a «Il Tempo» in risposta agli assessori Francesca Danese e Paolo Masini che hanno affermato: «Negli ultimi tre anni la percentuale di frequenza media o regolare dei bambini rom oggetto di percorsi di scolarizzazione è rimasta stabile tra il 55% e il 60%». L’associazione non contesta il dato ma «il criterio con cui esso viene stabilito». Secondo il decreto legislativo n.59 del 2004 «ai fini della validità dell'anno per la valutazione degli allievi è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell'orario annuale personalizzato» e cioè una frequenza del 75% del totale dei giorni previsti dal calendario scolastico. L'Ufficio Rom, Sinti e Camminanti del Dipartimento Politiche Scolastiche comunale, invece, elabora i dati sulla frequenza scolastica dei minori rom utilizzando una tabella solo per i rom con 4 fasce: frequenza regolare (70%-100%), media (40%-70%),scarsa (0,1%-40%), nulla (0%). «È solo attraverso l'utilizzo di questo indicatore che gli assessori Danese e Masini possono concludere che negli ultimi tre anni scolastici più del 50% dei minori rom ha frequentato in maniera media e regolare la scuola». È falsato, dunque, affermare che un bambino rom che va a scuola 1 solo giorno all'anno abbia una «frequenza scarsa». Ciò che alla fine dichiarano i due assessori è che, a fronte dei più di 3 milioni di euro spesi annualmente dal Comune di Roma, il 55-60% dei minori rom va a scuola più di 4 volte su 10. «Il dato non è incoraggiante» si ribadisce nella letera. A titolo esemplificativo si riportano i dati del campo di Lombroso e resi pubblici dal consigliere Andrea Montanari. «A fronte dei quasi 100mila euro spesi per la scolarizzazione, riferendosi alla soglia del 75% che la legge italiana utilizza per la frequenza scolastica, emerge che solo 2 minori rom frequenterebbero in maniera regolare». Se però si adotta il criterio fissato dall'Ufficio Rom, Sinti e Camminanti «la frequenza media o regolare raggiungerebbe per l'insediamento considerato le 18 unità. « Ancora una volta i rom sono considerati, anche dalle istituzioni, cittadini diversi - conclude la 21 luglio - per i quali applicare tabelle e criteri differenti. Con buona pace di chi è chiamato, a lavorare per l'inclusione scolastica dei minori rom».
Scolarizzazione dei Rom, due pesi e due misure
Sulla questione della scolarizzazione dei bambini rom arriva una lettera dall’associazione 21 luglio a «Il Tempo» in risposta agli assessori Francesca Danese e Paolo Masini che hanno affermato:...
