Roma Capitale

Renzi scrive a Orfini e Marino si fa bocciare di nuovo

«Un Pd che va all’attacco. Per cambiare questo Paese». La vicenda delle infiltrazioni mafiose nel comparto pubblico del Municipio di Ostia coinvolge anche il premier Matteo Renzi, che ha pubblicato...

«Un Pd che va all’attacco. Per cambiare questo Paese». La vicenda delle infiltrazioni mafiose nel comparto pubblico del Municipio di Ostia coinvolge anche il premier Matteo Renzi, che ha pubblicato una lettera sul sito del Partito Democratico indirizzata al commissario romano del Pd, Matteo Orfini, e soprattutto al «duro» Stefano Esposito, il senatore delegato del partito sul litorale romano, che in questi giorni ha preso in mano la situazione politica sul lido, guadagnandosi le «attenzioni» della famiglia del boss Carmelo Spada. «Stiamo dimostrando - scrive Renzi nella sua lettera aperta - che rimboccandosi le maniche, si può restituire dignità e bellezza e fiducia e futuro al nostro grande Paese, alle nostre città, alle nuove generazioni di italiani, di democratici, rispetto a chi vorrebbe che tutto fosse già scritto, già segnato, immodificabile, grottesco, inerte». Renzi esprime «solidarietà e vicinanza per lo sforzo che state facendo in queste settimane» uno sforzo «di pulizia, di orgoglio, di riconquista centimetro dopo centimetro di un futuro forte e unito per il partito a Roma». «L'iniziativa coraggiosa presa a Ostia, ad esempio, grazie alla disponibilità di un "duro" come il senatore Stefano Esposito che ci ha consentito di andare all'attacco, di non aspettare le segnalazioni e le iniziative che vengono da fuori, ma di affrontare una situazione insalubre di infiltrazioni e intimidazioni che frustra il partito e il territorio». Eppure, nonostante tutto, l’impegno dell’amministrazione capitolina per la legalità e la trasparenza per il momento sembra rimanere sulla carta. Nel bilancio 2015 approvato venerdì notte, infatti, sono stati destinati appena 15.700 euro per l’ufficio dell’assessore Alfonso Sabella, più o meno lo stipendio di un segretario. Intanto, proseguono le gaffe con la nomina del nuovo responsabile della prevenzione della corruzione in Campidoglio. Dopo l’indagine ai danni di Italo Walter Politano nell’ambito di Mafia Capitale, sembra non essere andata a buon fine nemmeno quella di Serafina Buarnè. La dirigente, infatti, non ha ricevuto l’ok dell’Autorità Anticorruzione, su richiesta di approfondimento del senatore Ncd Andrea Augello. Augello, in particolare, puntava il dito sulle procedure adottate per la nomina di Buarnè, ritenute fuori norma.

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