L’hanno chiamata «Doppio miracolo all'Umberto I». È la conferenza che si è svolta ieri nell’ospedale universitario della Capitale sul primo caso in Italia (e il secondo in tutto il Pianeta) di una donna in gravidanza affetta da influenza aviaria, in circolazione extracorporea, con esito favorevole per la mamma e per il bambino. «Questo caso, primo in Italia e secondo nel mondo, rientrerà nella letteratura medica mondiale» ha dichiara il direttore generale, Domenico Alessio. «Oggi festeggiamo la Signora Rosa, suo marito Guido e la piccola Ludovica. Grazie alla grande professionalità dei medici del Policlinico, Rosa e Ludovica vivono! È un miracolo». La Signora Rosa, alla ventisettesima settimana di gestione, viene trasferita con una sospetta diagnosi di H1N1 (influenza aviaria) al Policlinico Umberto I, da un altro ospedale, perché la sua situazione è decisamente peggiorata. «Abbiamo preso in carico la Signora Rosa e in coma farmacologico, sottoposta a circolazione extra-corporea», ha sottolineato il prof. Andrea Morelli, responsabile del team della terapia intensiva che si è preso cura della paziente. Si decide di far proseguire la gravidanza fino al VII mese e, sempre in circolazione extracorporea, si procede al taglio cesareo in una sala operatoria dedicata, con la presenza di tutti professionisti utili a questo caso: il team di terapia intensiva, il prof. Benedetti-Panici che in un minuto ha effettuato il taglio cesareo, il Prof. De Curtis della terapia intensiva neonatale. «Ludovica nasce il 9 febbraio 2015 e oggi il suo peso ha superato i Kg. 2,500. Faccio i miei migliori auguri a Rosa e alla sua piccola, e voglio ancora una volta ringraziare il Policlinico Umberto I con tutti i suoi professionisti, la Rete Nazionale «RESPIRA», istituita nel 2009 dal Ministero della Salute e la Regione Lazio che ci supporta nel miglioramento continuo dei nostri servizi» ha concluso il DG Alessio. L’Influenza aviaria è una malattia infettiva contagiosa altamente diffusiva, dovuta ad un virus influenzale che colpisce diverse specie di uccelli selvatici e domestici, con sintomi che possono essere inapparenti o lievi, oppure gravi e sistemici con interessamento degli apparati respiratorio, digerente e nervoso ed alta mortalità (virus ad alta patogenicità). Il virus può trasmettersi agli umani, come è stato definitivamente dimostrato a partire dal 1997. L'influenza aviaria venne descritta per la prima volta in Piemonte nel 1878. Nel 1901 se ne attribuì la causa ad un virus, che nel 1955 è stato ascritto al «tipo A influenzale». Nel 1923 un ricercatore portò clandestinamente il virus in un suo laboratorio negli U.S.A., da cui nel 1924 si diffuse colpendo il mercato dei polli di New York e in seguito tutti i territori dell'Est; tuttavia l'epidemia venne eradicata nel giro di un anno.
Parto extracorporeo all’Umberto I
La donna era affetta da influenza aviaria. Lei e la bebè stanno bene
