Roma Capitale

Condannata la bidella che rubava negli zaini

Andrea Ossino Era la bidella la «gazza ladra» che si aggirava tra i corridoi del liceo classico Eugenio Montale. A stabilirlo sono stati i giudici del tribunale penale romano di piazzale Clodio....

Era la bidella la «gazza ladra» che si aggirava tra i corridoi del liceo classico Eugenio Montale. A stabilirlo sono stati i giudici del tribunale penale romano di piazzale Clodio. Ieri la donna, accusata di furto, è stata condannata a scontare una pena di 5 mesi di reclusione. L'imputata, cinquantaquattrenne originaria di Viterbo, aveva una passione per gli iPod, i lettori di musica digitale lanciati sul mercato dalla Apple. «Era l'8 marzo del 2012 - racconta una delle vittime chiamata a testimoniare - Stava iniziando l'ora di educazione fisica e così ho riposto l'iPod dentro lo zaino, nascosto sotto i libri. Al termine della lezione però, ricordandomi che erano accaduti diversi furti nella scuola, sono andata a controllare immediatamente. Nella mia borsa c'erano solo i libri, niente iPod, solo la custodia». La ragazza, dispiaciuta, si era recata subito in presidenza: «Ho detto al direttore scolastico quello che era accaduto - ha continuato la ragazza - Poi non ho saputo più nulla fino a quando sono stata chiamata dalle forze dell'odine per riconoscere ciò che mi era stato sottratto». Nel frattempo infatti i militari dell'Arma dei carabinieri avevano trovato il bottino, nascosto in uno stanzino dove l'imputata aveva accesso. Vi erano diversi apparecchi elettronici anche se, come ha ricordato in aula la difesa, anche gli alunni potevano entrare nella stanza dov'era stata sapientemente celata la refurtiva. Secondo gli inquirenti la donna avrebbe sottratto i lettori digitali anche dalle giacche degli alunni, approfittando della loro assenza. Tutti la conoscevano come una donna amichevole e sempre disponibile al dialogo. All'epoca dei fatti la collaboratrice scolastica fu anche sospesa dall'istituto ma successivamente fu reintegrata in attesa di un giudizio del tribunale. Non è detto però che adesso l'imputata venga licenziata in quanto il suo avvocato, il penalista Carlo Testa Piccolomini, è pronto a dar battaglia. «Attenderemo le motivazioni della sentenza che la corte produrrà entro 15 giorni. Successivamente ricorreremo in appello».

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