Roma Capitale

La Nuova Fiera sull’orlo del fallimento

L’allarme dei sindacati che chiedono un incontro urgente con i vertici A rischio 76 lavoratori. La vendita dell’ex polo per ripagare i debiti

Era il 12 aprile del 2006 quando Walter Veltroni brindava alla consegna del primo lotto dei lavori della Nuova Fiera di Roma alla presenza di 1500 invitati. Un’ opera mastodontica, simbolo del modello Roma, che doveva rappresentare la punta di diamante della città e del suo percorso di rinnovamento. Nove anni dopo i sindacati chiedono un incontro urgente ai rappresentanti delle istituzioni per scongiurare il fallimento di Fiera e il licenziamento dei suoi 76 lavoratori. È una missiva dura quella indirizzata a Regione, Comune, Camera di Commercio e Presidente di Fiera di Roma, che racconta cosa è successo in questi anni, le difficoltà, economiche prima di tutto, che hanno giorno dopo giorno messo al palo il polo fieristico riducendolo ad una struttura poco utilizzata, incompleta, ben al di sotto dei livelli dei competitors nazionali e internazionali. La storia di Fiera negli ultimi anni somiglia più ad una via crucis: in sei anni i ricavi sono precipitati da 27,6 milioni a 10,9 milioni e le perdite accumulate sono circa 80 milioni. In questi anni la controllante, Investimenti Spa presieduta da Lorenzo Tagliavanti, si è fatta carico delle perdite senza mai nulla pretendere in cambio. I debiti di Fiera di Roma nei confronti di Investimenti sono saliti nell'ultimo anno a 31,6 milioni dai 19,3 che erano. E ora Investimenti per ripagare i debiti spera nella vendita dell'ex polo fieristico di via Cristoforo Colombo, valutato in 200 milioni, ma vincolato dal Comune di Roma al progetto di trasformazione. Su questo fronte tutto tace mentre il nuovo polo va a picco. Tentativi per rimettere le cose a posto ci sono stati. Nel 2013 è stato varato un piano industriale di Fiera che avrebbe dovuto garantire il pareggio del bilancio. Obiettivo probabilmente non raggiunto se a febbraio scorso è stata chiesta l'istanza di concordato (che mette al sicuro Fiera dai decreti ingiuntivi dei fornitori) e decisa la mobilità per 22 addetti. Non più i soli a rischiare il posto di lavoro, secondo le associazioni sindacali che si sono decise a scrivere alle istituzioni. «Con la presente chiediamo un incontro urgente al fine di sviluppare un confronto sul futuro della Fiera di Roma e in particolare, dei suoi dipendenti», si legge. Tre le domande ai soggetti coinvolti: se Roma Capitale deve avere una struttura fieristica; qual è il destino dei dipendenti; cosa fare della vecchia struttura fieristica. I sindacati puntano il dito sulle scelte politiche fatte in questi anni per cercare di rilanciare il polo a cominciare da «un piano finanziario spropositato rispetto alle reali possibilità di Fiera ma utile unicamente a giustificare una grande operazione immobiliare, che ha affossato l'azienda con un affitto da 16 milioni di euro quando la stessa ne fatturava solo 11». Ma non può essere certo solo l'affitto ad aver provocato il baratro. Dal momento della sua inaugurazione, in realtà, la struttura non è mai decollata. A dichiararlo qualche tempo fa è stato anche il direttore generale Fausto Murdolo che ha ricordato come «dal 2010 la Fiera ha perso metà del fatturato». I tagli intervenuti successivamente hanno avuto come risultato solo di contenere le perdite, mentre i sacrifici occupazionali, contratto di solidarietà, mobilità per alcuni dipendenti, non sono bastati per scongiurare un rischio ancora più grande, il fallimento del progetto Fiera.

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