Roma Capitale

Bidella con le forbici

Tenne una classe in ostaggio Per lo psichiatra non capiva

«Momentanea incapacità di intendere e volere». È l'esito della perizia effettuata su Sonia Scipioni, bidella trentaseienne che esattamente un anno fa sequestrò, a quanto pare in un momento di follia, un'intera classe. La collaboratrice scolastica, che adesso, accusata di sequestro di persona e minacce, siede davanti al giudice per l'udienza preliminale Simonetta D'Alessandro, probabilmente verrà giudicata con rito abbreviato. La sua colpa, secondo gli inquirenti, consiste nell'aver tenuto sotto scacco una scolaresca, in classe. Avrebbe infatti minacciato gli alunni con la forbice ma un ragazzino coraggioso era riuscito a scappare dando l'allarme mentre un'insegnante cercava di disarmare la bidella. «La collaboratrice scolastica era entrata in classe perché doveva far uscire in anticipo un bambino - ha testimoniato la maestra che, parlando serenamente all'imputata, era riuscita a calmarla - Mi sono subito accorta che era alterata. Ha iniziato a dire frasi sconclusionate e il suo atteggiamento è divenuto via via più aggressivo, brandiva quelle forbici. Gridava che dovevamo ridarle il suo bambino, erano frasi prive di senso». Il fatto era accaduto in una scuola del quartiere di Centocelle, zona est della Capitale. La donna era stata poi bloccata dalla polizia, prima di essere sedata e allontanata a bordo di un’ambulanza. Giunta al Fatebenefratelli, il nosocomio che si trova sull’ola Tiberina, era stata sottoposta al Tso, il trattamento sanitario obbligatorio. «Sembrava una forsennata, gridava frasi senza senso» avevano raccontato alcuni testimoni sbalorditi. Del resto la ragazza non sembrava comportarsi in maniera anomala anche se nessuno la conosceva bene in quanto era il suo primo giorno di servizio. In passato, essendo regolarmente abilitata, aveva anche fatto altre supplenze ma in maniera sporadica.

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