Roma Capitale

Mazzette e gare col trucco? Per 7 imprese su 10 fatto normale

Mazzette, gare truccate, pochi controlli. Per sette imprese su dieci la corruzione nella pubblica amministrazione è un fenomeno normale e molto diffuso e l'ingranaggio più debole sarebbe negli...

Mazzette, gare truccate, pochi controlli. Per sette imprese su dieci la corruzione nella pubblica amministrazione è un fenomeno normale e molto diffuso e l'ingranaggio più debole sarebbe negli appalti pubblici, proprio come dimostra la cronaca di questi giorni. Gli imprenditori, però, sono tutt'altro che rassegnati, si sono dotati di un codice di condotta e hanno adottato politiche anti-corruzione, quasi a dettare loro quella che dovrebbe essere l'agenda politica. Il focus della Cna di Roma su illegalità e corruzione dipinge una realtà purtroppo ben nota. Soprattutto agli imprenditori, che considerano «normale» favoritismi e atteggiamenti poco chiari nei confronti di altri concorrenti. Addirittura, quattro imprese su dieci, tra quelle che hanno partecipato almeno una volta a una gara in Italia, dichiara di aver percepito comportamenti non corretti di altri imprenditori per influenzare impropriamente la procedura di affidamento. «Dati preoccupanti», secondo l'assessore alla legalità Alfonso Sabella, che ammette di aver trovato a Roma una pubblica amministrazione ingolfata di norme poco chiare e continue deroghe. «Ci vuole una legge nazionale sulla corruzione che sia efficace e occorre agire per semplificare le procedure», dice Sabella. Il focus sull’illegalità si inserisce in un quadro economico ancora difficile per le aziende che comunque sono tornate, timidamente, ad investire. Soprattutto le società di capitali e quelle con più dipendenti continuano a reagire meglio alla crisi. Ad aiutare le aziende è il quadro internazionale ed eventi quali il prezzo del petrolio in caduta libera, l'export favorevole. Forse anche in questa chiave si spiega, rispetto alla prima metà del 2014, una decisa diminuzione dell'incertezza degli imprenditori. Più favorevole la situazione del credito, nel II semestre si è allentata la stretta: il 48,8% di chi ha richiesto finanziamenti li ha ottenuti, anche se si è ancora lontani da una situazione di normalità. A pagare ancora un pezzo pesante alla crisi sono le costruzioni, per una ripresa del settore si dovrà aspettare almeno un altro anno, mentre a trainare l'economia nel prossimo triennio ci pensano i servizi, che metteranno a segno tassi di crescita attorno all'1 per cento. Neanche a dirlo, tra le prime richieste di chi fa impresa ci sono norme più chiare e meno burocrazia.

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