Roma Capitale

Bulli al liceo Ripetta Branco di 15enni picchia i compagni

Violenza, minacce e lesioni le accuse Cinque i ragazzini denunciati

Un mese di soprusi. Avevano preso di mira due compagni di liceo, minacciandoli e picchiandoli più volte, ed erano diventati lo spauracchio tra i più piccoli della scuola, vantando l’appartenenza a un gruppo neofascista di Roma Nord dalla sigla «Brn». Per questo, cinque «bulletti» della succursale di viale Pinturicchio del liceo artistico «Via di Ripetta», tutti nati nel 2000 così come le loro vittime, sono stati denunciati alla Procura per i minorenni per violenza privata, lesioni e minacce, dai poliziotti del commissariato Villa Glori che indagano sulla vicenda. Tutto ha inizio circa un mese fa, quando il gruppetto, forse per invidie dovute alle sue frequentazioni con una ragazza, prendono di mira uno studente con sberleffi e scherzi, fino a fargli fumare a sua insaputa dei peli pubici inseriti in una sigaretta artigianale. Quando il ragazzo lo viene a sapere, decide di affrontare il responsabile dello scherzo, che invece di chiedere scusa lo aspetta fuori dalla scuola con altri quattro compagni insieme ai quali lo picchia selvaggiamente. Stessa sorte il gruppo di bulletti - descritti come ragazzini della Roma bene - lo riserva a un amico della vittima che cercava di difenderlo. La storia va avanti per diversi giorni, con minacce e aggressioni ai danni dei due ragazzi, che vengono inseguiti fino a piazza Mancini, al capolinea degli autobus, dove in un episodio sono stati salvati da un autista che è intervenuto allontanando il branco. Le due giovani vittime si tengono tutto dentro, finché il padre di uno dei due, vedendolo rientrare a casa con gli occhi pesti, decide di rivolgersi alla polizia. Anche di fronte ai poliziotti i due ragazzi, per timore di ritorsioni, si mostrano reticenti, ma poi vengono convinti a parlare e fanno i nomi degli aggressori, facendo scattare così indagini e denunce. Bullismo a scuola. Un «escalation» conferma la professoressa Maria Eleonora Ummarino, docente di storia e filosofia al liceo scientifico Kennedy (la preside, Lidia Cangemi), forte della sua lunga esperienza negli Spazi di ascolto per adolescenti nei licei classici Montale e Vivona (preside Daniela Benincasa) e, da quest’anno, anche all’istituto per sordi e udenti Magarotto diretto dalla preside Renata Tacus. «Spesso arrivano allo sportello di ascolto i ragazzi vittime di bullismo - conferma la professoressa Ummarino - questo influisce non solo sul rendimento scolastico ma procura un disagio con la caduta di stima immedidata mentre le dinamiche relazionali vengono compromesse profondamente». Al Magarotto, però, la parola bullismo è sconosciuta. «Al nostro spazio ascolto, riceviamo prima i ragazzi sordi, con l’interprete, poi gli udenti, ed è un’isola felice sotto questo profilo - conferma Ummarino - e questo perché - conclude la docente - l’esperienza in questa scuola ci insegna che l’educazione alla solidarietà è un fattore di protezione altissimo rispetto al rischio di comportamenti negativi come quelli che accadono fuori e tra i banchi di scuola».

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