Roma Capitale

Ora Marino sogna lo Ius Soli de’ noantri

Dopo le nozze gay, lo ius soli. Ignazio Marino non si ferma e continua a sfidare Governo nazionale e Parlamento sul tema dei diritti civili.Anche forzando quelle che sono le competenze del suo...

Dopo le nozze gay, lo ius soli. Ignazio Marino non si ferma e continua a sfidare Governo nazionale e Parlamento sul tema dei diritti civili. Anche forzando quelle che sono le competenze del suo ruolo da sindaco, ma arrivando a prefigurare accelerazioni locali alle lungaggini delle proposte di legge, incastrate da anni nelle pieghe burocratiche di Camera e Senato. Così, presto potrebbe arrivare anche un registro (o qualcosa di simile) tale da assicurare ai figli degli immigrati, almeno di fronte al Comune di Roma, diritti e doveri simili a quelli dei ragazzi che hanno ereditato naturalmente la cittadinanza italiana dai loro genitori. Come noto, infatti, con le norme in vigore un bambino figlio di migranti, ma nato e residente da sempre in Italia, può acquisire la cittadinanza solo al compimento del diciottesimo anno d’età. Un "paradosso" che il primo cittadino ieri mattina, durante la celebrazione in Campidoglio della «Giornata contro il razzismo giovani studenti figli di immigrati» (durante la quale ha nominato dieci «ambasciatori contro il razzismo») ha dichiarato di voler combattere in prima persona, al di là «dei poteri limitati, in questo settore, di un Comune». Lo spunto decisivo sarebbe arrivato venerdì mattina, quando il sindaco ha fatto visita alla scuola elementare Pisacane di Tor Pignattara, fra le più "multietniche" di Roma. «Stiamo riflettendo - ha detto Marino - su quale tipo di iniziativa possiamo realizzare. Ma Roma è la Capitale del Paese e io sono fortemente convinto che chi nasce nel nostro Paese deve essere cittadino italiano. Lo ero da senatore, quando presentai un disegno di legge, e lo sono ancor di più da sindaco. Speriamo che Roma possa diventare il "pungolo" per questo tipo di cambiamento». Per il momento, le parole di Marino non hanno avuto un grosso seguito da parte della sua maggioranza. Ieri, l’unico a complimentarsi pubblicamente con il primo cittadino è stato Stefano Pedica, membro della segreteria del Partito Democratico: «Non possiamo permettere che una generazione di italiani resti straniera per legge. Roma ancora una volta è la Capitale dei diritti civili e spero che l’appello del sindaco Marino serva per accelerare l’iter di una nuova legge sulla cittadinanza».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.