Dai Parioli a via del Corso, passando per piazza di Spagna. Le case da sogno regalate a prezzi scandalosamente bassi sono tante e in zone considerate di pregio. C’è chi paga appena 333 euro al mese per un appartamento di cinque vani in via Monti dei Parioli. Sempre in zona Parioli, è fortunato anche chi vive circondato dal verde via Majoli, abitazione che paradossalmente è valutata quanto un monolocale a Centocelle alla periferia della città: 426 euro, sempre mensili. Come una vincita al Lotto assicurarsi anche la casetta di cinque stanze in via di San Valentino a 202 euro al mese. L'elenco prosegue con gli appartamenti affittati a piazza Euclide a 350 euro al mese, poco di più - 411 euro - costano quelli a largo dell'Olgiata, storico quartiere residenziale «bene» alle porte di Roma. Lo spread immobiliare tocca livelli inimmaginabili in viale Angelico, zona Prati, dove l'unità abitativa «di quattro vani» è stata affittata ad appena 132,25 euro mensili. Un capitolo a parte merita, poi, il centro storico. Con l'inchiesta «affittopoli» relativa alle proprietà del Comune di Roma avevamo già documentato su queste pagine i casi più assurdi di proprietà comunali affidate in locazione o concessione ai privati al costo di un caffè, non solo abitazioni ma anche attività commerciali, discoteche negozi e ristoranti, che negli anni hanno moltiplicato clienti ed incassi. Anche l'Inail ha il suo tesoretto in centro, ed anche l'Inail inciampa su canoni agevolatissimi: per un appartamento che si affaccia su una delle piazze più famosa al mondo, piazza di Spagna, non si corrispondono nemmeno 400 euro mensili. Il palazzo si fa notare anche se coperto provvisoriamente da un'impalcatura: fuori un professionale portiere in divisa, dentro una corte-giardino d'altri tempi. Ci sono altri esempi: poco distante, nell'altrettanto ambita via del Corso, cinque inquilini pagano un affitto che spazia da un «massimo» di 550 euro mensili a un minimo 350 euro. Beati loro, poveri noi. Quanto all'altro aspetto, la pubblicazione in rete delle liste aggiornate comprensive di canoni di locazione e nominativi degli inquilini, l'ente dà prova di trasparenza al contrario del Comune di Roma. Il vicesindaco Luigi Nieri, ricordiamo, declinando l'invito a pubblicare tutti i dati disponibili si era appellato alla normativa sulla privacy, per poi essere smentito però dallo stesso Garante: «In riferimento a quanto contenuto nel comunicato del vicesindaco di Roma si precisa che, come si evince chiaramente dalla risposta inviata a Roma Capitale, sul caso della gestione del patrimonio immobiliare del Comune il Garante per la privacy non è intervenuto prescrivendo misure o formulando divieti di pubblicazione. Nella risposta al quesito l'Ufficio del Garante si è infatti limitato a richiamare la normativa di riferimento sulla privacy e a ricordare di avere emanato in materia di trasparenza apposite linee guida, concludendo che spetta al Comune applicare correttamente la normativa di settore alla luce di tali disposizioni». «Per legge dobbiamo pubblicare i dati - chiariscono anche dall'Inail - a partire dalle linea guida 2014 in tema di anticorruzione».
Case in centro a prezzi ridicoli. Scoppia pure il caso Inail
Continua lo scandalo "affittopoli", canoni stracciati per palazzi in zone di pregio. C’è chi paga appena 333 euro al mese per un appartamento di cinque vani ai Parioli
