Roma Capitale

Al S. Camillo il blocco dell’ossigeno non fu doloso

Qualcuno avrebbe involontariamente calpestato il tubo per l’emissione dell’ossigeno. L’interruzione del servizio avvenuta lo scorso 12 gennaio nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San...

Qualcuno avrebbe involontariamente calpestato il tubo per l’emissione dell’ossigeno. L’interruzione del servizio avvenuta lo scorso 12 gennaio nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Camillo non sembra sia frutto di un sabotaggio. Da una prima informativa consegnata alla Procura, emerge che si sarebbe trattato di un fatto di natura non dolosa. L’ipotesi di reato formulata dal pubblico ministero, al momento, è danneggiamento aggravato contro ignoti. Non ci sono, infatti, iscritti nel registro degli indagati. Dopo l'incidente si erano subito fatti strada i sospetti che qualcuno avesse voluto deliberatamente seminare il panico nell'ospedale. L'interruzione dell'ossigeno ai dieci malati della terapia intensiva del padiglione Giovanni Maria Lancisi e alla sala operatoria dove era appena terminato un intervento, ha messo infatti in serio pericolo la vita dei pazienti. In una prima relazione, i tecnici della ditta che si occupa della manutenzione dell'impianto, avevano riferito che il tubo si era sganciato in corrispondenza di una valvola, in un tratto dove corre senza curvature e dove anche l’alta pressione di pompaggio non avrebbe potuto generare il distacco. Di qui il sospetto che si potesse trattare di un fatto con matrice dolosa. Per fare luce sulla vicenda, il pm aveva disposto il sequestro della valvola e l’affidamento di una consulenza tecnica per accertare se si fosse trattato di un sabotaggio, di una manomissione involontaria o di un guasto. Al tunnel sotterraneo dove corrono le condotte si accede dall’interno, attraverso porte che non sono risultate forzate. In base a quanto accertato dai periti della Procura, sembra che l’incidente si sia verificato perché qualcuno, passando, ha esercitato accidentalmente con i piedi una pressione sul tubo dell’ossigeno. Secondo Assotutela sono diverse le persone senza fissa dimora che dormono tra i reparti.

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