Appuntamento con Monsignor Fisichella, giunta politica per valutare le proposte dei singoli dipartimenti, via libera alla definizione del percorso della via Francigena, e ancora contatti con Palazzo Chigi e Pisana. Non molla il sindaco Marino, che in molti vorrebbero commissariato per il Giubileo indetto a sorpresa dal papa Francesco dall’8 dicembre al 20 novembre 2014, e promette un evento «low cost». In effetti, come ha confermato ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio: «Non pensiamo a opere pubbliche faraoniche ma a un’accoglienza che sia in sintonia con l’idea con cui il Papa ha voluto fare questo evento». Al primo punto, ci sarà ovviamente la sicurezza, e come annunciato dal questore D’Angelo, «si sta già lavorando a una cabina di regia, avremmo comunque le idee più chiare quando il Vaticano renderà noto il programma». E se il commissario Pd Roma, Matteo Orfini getta acqua sul fuoco del partito che non vorrebbe Marino alla guida del coordinamento per il Giubileo, «sarei per provare a gestirlo per le vie ordinarie, verifichiamo se possibile, poi certo le cabine di regie e il coordinamento, ma penso non ci sia bisogno di soluzioni straordinarie», in Campidoglio si pensa già non solo al Consiglio straordinario richiesto dall’ex sindaco Alemanno ma anche all’istituzione di una commissione speciale per l’evento, proprosta da Caprari. La domanda tuttavia circola con insistenza: i soldi da dove arriveranno? «Low cost» infatti non è affatto sinonimo di «costo zero». «Dalle tasche dei romani non uscirà un euro», sostiene convinto il vicesindaco Nieri, ma i grillini capitolini incalzano: «La giunta vuole utilizzare l’addizionale Irpef dello 0,9% che pagano i cittadini romani. Vuole inoltre utilizzare la quota dello 0,4% destinata alla gestione commissariale, allungandone di due anni i costi». I romani dunque pagheranno eccome. E non solo in forma diretta, magari con stornando l’aliquota Irpef sul Giubileo e non sul piano di rientro, ma anche con le maggiori tasse appena approvate dall’Assemblea capitolina. Ieri infatti, la maggioranza ha dato il via libera definitivo al «tariffone», ovvero all’aumento delle tariffe degli asili nido che saliranno dal 7 al 15% a seconda del reddito, e niente più musei gratis per gli over 65. Un salasso insomma sul quale il Giubileo rischia di pesare in modo drammatico non solo sulla vivibilità di una città già oggi al collasso ma anche sulle casse capitoline, rimpinguate dagli ennesimi aumenti della pressione fiscale. Sagge le parole del presidente della Regione, Nicola Zingaretti: «Il Giubileo è un appuntamento pensato per guardare di più ai poveri, che non diventi dibattito su come diventare più ricchi». Il rischio, invece, è proprio o soprattutto quello.
Marino promette, povero Giubileo
Non ci saranno opere faraoniche, l’evento sarà soprattutto spirituale
