Dopo un primo mese di disagi denunciati da famiglie e sindacati nei nidi e nelle materne di Roma, da oggi il nuovo modello organizzativo delle scuole entrerà totalmente in vigore, obbligando le maestre alla didattica frontale e a essere disponibili a eventuali supplenze. Tra polemiche e malumori si completa così l'applicazione della delibera 236/2014 della Giunta capitolina. Mentre nelle scuole cresce la mobilitazione da parte di insegnanti e famiglie, che hanno chiesto in diverse occasioni degli incontri con l’Amministrazione, tuttavia pronta (sembra) anche a un dietrofront in caso si trovasse il giusto accordo tra le parti. Dal 7 gennaio scorso, quando la nuova normativa è entrata in vigore, «il sistema scolastico è andato in tilt». E la situazione si complicherà ancora di più a partire da oggi. Perché, se fino alla fine della scorsa settimana per le insegnanti c’era ancora un margine di scelta, ossia se svolgere le ore di lavoro frontalmente o meno (quindi in ufficio), da oggi le maestre saranno obbligate a completare le trenta ore in classe e in caso di assenza anche a sostituire una collega, non essendo più prevista la supplenza. In queste ultime settimane a denunciare il caos nelle scuole sono stati non solo i sindacati, ma soprattutto i genitori di molti bambini che si sono ritrovati senza una maestra in classe. In alcuni casi, le famiglie sono state costrette persino a chiamare i vigili urbani. L’ultimo episodio venerdì scorso nella materna del Pigneto «Enrico Toti», dove per la seconda volta in due giorni due classi sono rimaste scoperte per l'assenza di un’insegnante che non era stata sostituita. Come unica soluzione per i circa quaranta bambini, «la scuola ha pensato di radunarli in palestra, senza una vera e propria figura a vigilarli» spiegano i genitori costretti poi a chiamare la municipale. Ma questo è solo uno dei tanti casi denunciati dalle famiglie romane nel giro di un mese, molte delle quali hanno anche inviato lettere al sindaco Ignazio Marino e all’assessore alla Scuola, Paolo Masini. I sindacati definiscono ancora una volta la delibera 236 «lesiva» nei confronti dei bambini, delle famiglie e delle insegnanti costrette a «turni di lavoro massacranti anche di 8-9 ore con stipendi inadeguati». Intanto, la Fp (Funzione pubblica) Cgil Roma e Lazio lancia un chiaro appello nei confronti di Roma Capitale. «Si deve e si può fermare tutto ciò. L'Amministrazione risponda alle proposte di modifica dei sindacati, convochi subito il tavolo e dimostri la volontà di ricercare una scelta condivisa». Dal Campidoglio interviene anche il capogruppo di Fratelli d'Italia Fabrizio Ghera che, insieme al dirigente nazionale Laura Marsilio, si rivolge direttamente al primo cittadino. «Chiediamo al sindaco di conoscere quale dipendente pubblico entra la mattina alle 8 ed esce dal lavoro alle 20, dopo essere stato sottoposto a decurtazioni di stipendio e dato in pasto all'opinione pubblica come un problema economico e non una risorsa per la crescita della nostra città».
Maestre a orario prolungato Inizia il caos nelle scuole
Entra in vigore oggi la delibera comunale