Roma Capitale

Nascosto in un bunker stanato un latitante

È durato soltanto una manciata di giorni la latitanza di Domenico Mollica, latitante accusato di intestazione fittizia di beni in seguito all'operazione «fiore calabro» della Dda di Roma. Gli...

È durato soltanto una manciata di giorni la latitanza di Domenico Mollica, latitante accusato di intestazione fittizia di beni in seguito all'operazione «fiore calabro» della Dda di Roma. Gli investigatori sono tornati ieri nella casa di Mollica e, convinti che l'uomo si trovasse lì, hanno ispezionato lo stabile fino a notare una strana intercapedine nel sottotetto e sono andati a «fondo». Convinti che Mollica potesse nascondersi proprio nel sottotetto gli agenti della mobile hanno iniziato a battere con una mazza sul sottotetto per tentare di sfondarlo fino a quando è stato lo stesso Mollica a fermarli gridando «Scendo, scendo». All'interno del bunker sono stati trovati acqua, vestiti, un giaciglio e un santino della Madonna della montagna di Polsi. I bunker per nascondere i latitanti sono una assoluta novità per la capitale. L'assenza di visibili vie di accesso a quell'area, ma la presenza di prese d'aria esterne, hanno indotto ad abbattere il solaio: al secondo colpo di mazza, dalla soffitta si è sentita una voce dire «scendo, scendo». L’accesso al sottotetto era abilmente camuffato all'interno di un armadio a muro, il cui pannello superiore scorrevole ha rivelato l'esistenza di una botola dalla quale è uscito il ricercato, calandosi da una corda attaccata all'architrave del tetto. Il sottotetto ha rivelato la presenza di un locale, scaldato dalla canna fumaria, dove era presente un giaciglio, acqua, documenti e un santino ritraente la Madonna di Polsi. La presenza di un bunker nel territorio romano è una novità e rappresenta un ulteriore elemento che depone per le conclusioni che il Gip ha tratto all'esito delle indagini della Squadra Mobile e della Direzione Distrettuale Antimafia romane.

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