Roma Capitale

Rettifica

Il vigile Claudia Macrì non è condannata

Nell’articolo pubblicato il 4 gennaio 2015 «Ecco chi non ha risposto alla chiamata» - «richieste impossibili. Hanno tentato di far lavorare perfino l’agente sospeso Macrì», si legge che «nella foga, tra l’altro, è stato utilizzato un elenco vecchio, con sms inviati persino a "pizzardoni" in pensione, defunti o addirittura sospesi dal servizio, come Claudia Macrì, l’agente accusata nel 2013 di aver rubato borse sequestrate durante un’operazione antiabusivismo». L’enfatizzata e comunque inesatta notizia riflettente la persona della Calusia Macrì si palesa del tutto impropria, fuori luogo ed oltremodo fuorviante poiché assolutamente non attinente e quindi avulsa dalla vicenda narrata nell’articolo, essendo tra l’altro la vicenda Macrì risalente ad oltre due anni prima. Si precisa che a carico dell’agente Macrì non risulta emessa alcuna sentenza penale di condanna definitiva, per essere stata la sentenza pronunciata dal Giudice di prime cure tempestivamente impugnata in sede di appello. L’agente Macrì è dunque da ritenersi a tutt’oggi non responsabile in via definitiva dei fatti a lei contestati.

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