Roma Capitale

Il Viminale "caccerà" 12 Imam. Due si trovano nella Capitale

Pronta la revoca del permesso di soggiorno. A Milano allontanati già due stranieri

Imam via dal territorio italiano. Una decina di predicatori sono finiti in queste ore nel mirino del Viminale, tanto da portare il ministro dell’Interno Angelino Alfano a valutare la revoca dei permessi di soggiorno. Il provvedimento potrebbe essere preso nei confronti di dodici imam per motivi di sicurezza. Si tratterebbe di personaggi attenzionati da tempo dall’antiterrorismo, considerati vicino alla filiera degli jihadisti. Di questi, due si troverebbero nella Capitale, gli altri, invece, in città del nord Italia. Intanto ieri già a due imam che vivevano a Milano sarebbero stati già revocati i permessi di soggiorno. Entrambi 40enni, (un egiziano e un marocchino) non ricoprivano ruoli all’interno dei luoghi di culto, ma uno dei due da tempo frequentava la moschea di via Jenner e, secondo l’intelligence, era noto per le sue posizioni antisemite. È soltanto la prima risposta del governo italiano per combattere le minacce degli integralisti islamici, alzando così le misure di sicurezza sul territorio italiano. Al ministro Alfano è stata dunque proposta la revoca dei permessi di soggiorno per una dozzina di imam, decisione che sarà presa a breve dal capo del dicastero. Nelle moschee semi clandestine, possono nascondersi predicatori d’odio, che reclutano e indottrinano mujaheddin pronti al martirio. A Roma, i centri islamici all’attenzione delle forze dell’ordine per possibili presenze di predicatori d’odio sono l’associazione culturale islamica «Masjeed e Makki», che si trova al Pigneto, l’associazione «Al Huda», a Centocelle, «Masjeed al Rahma», a Ponte di Nona e a Tivoli. Seminatori d’odio, predicatori, estremisti. Sono gli oscuri personaggi che in qualche modo tirano le fila dell’estremismo islamico che poi sfocia nel terrorismo. È questa l’immagine più comune e frequente dei tabligh, il movimento di predicatori itineranti che cercano di risvegliare la fede nei musulmani più «tiepidi». Ed è proprio sui personaggi più deboli psicologicamente e socialmente più disagiati che è rivolta l’opera di indottrinamento verso attività terroristiche. Nelle moschee semi clandestine, quindi, possono nascondersi predicatori d’odio, che reclutano e indottrinano mujaheddin pronti al martirio. L’Italia, infatti, è da anni considerata una «base logistica» per combattenti islamici, una sorta di tappa di passaggio da o per i teatri di guerra e di addestramento militare.

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