Roma Capitale

Criminali al derby con l’arsenale

Nell’auto di un ultrà molotov, bomboni ad alto potenziale, spranghe e mazze Il capo della Digos: «Erano pronti alla guerriglia contro di noi»

«Ci troviamo di fronte a vicende di guerriglia che nulla hanno a che fare con lo sport o con il mondo del tifo organizzato. Gli scontri di ieri (domenica per chi legge, ndr) sono una fotocopia di quelli scoppiati l’anno scorso sempre dopo il derby. Qui stiamo parlando di veri e propri criminali che fanno la guerriglia e non di ultras, e quando parliamo di guerriglia le ideologie vanno a farsi strabenedire». Non utilizza mezzi termini il capo della Digos romana, Mario Parente che, davanti al tavolo che contiene a fatica le armi sequestrate durante l’ultimo derby tra Roma e Lazio, rivendica il ruolo delle forze dell’ordine e rimarca il fatto che quelle sequestrate dagli agenti in un’auto parcheggiata di fronte al bar Silver (storico ritrovo degli ultras giallorossi prima delle partite della Roma) siano «armi che servono per fare la guerriglia, e gli obiettivi siamo noi visto che impediamo alle opposte tifoserie di entrare in contatto diretto tra loro». e sul tavolo della questura fanno davvero paura le armi scovate dagli agenti. Sei bombe molotov pronte ad essere esplose, un coltellaccio, una decina di bomboni ad alto potenziale e una ventina tra mazze e spranghe che, se non fossero state trovate grazie all’intuito degli agenti in servizio nei dintorni dell’Olimpico, sarebbero state utilizzate negli scontri con la stessa polizia. Scontri avvenuti infatti solo sul versante laziale. L’auto era «presidiata militarmente» e solo durante l’incontro – quando cioè gli pseudo tifosi erano entrati nel pancione dell’Olimpico - le forze dell’ordine sono riuscite ad aprire l’auto in sicurezza con l’apporto degli artificieri. Il proprietario dell’auto (Andrea Franceschelli) aveva provato a rendersi irreperibile evitando di tornare verso la propria auto ma è stato sorpreso ed arrestato dagli agenti nei pressi della sua abitazione a Spinaceto. Il ventitreenne è accusato di detenzione di armi da guerra (le molotov). Oltre a Franceschelli, in seguito ai disordini registrati subito dopo il derby (e che hanno causato il ferimento di tre agenti in servizio) sono stati fermati anche Daniel Donato Colapinto (con precedenti legati a scontri di piazza e legato agli ambienti della sinistra antagonista) e Iacopo Cacoccia (incensurato e legato invece ad ambienti di destra): entrambi tifosi della Lazio sono stati sorpresi con fumogeni e altri oggetti proibiti nelle vicinanze delle manifestazioni sportive. I due, processati per direttissima, hanno avuto la convalida dell’arresto con Colapinto che è stato sottoposto all’obbligo di firma 4 volte la settimana. La Corte d'Appello di Roma ha invece ridotto di un anno le pene già comminate in primo grado a Mauro Pinelli e Francesco Ianari, i due ultrà finiti a processo aver aggredito alcuni tifosi del Tottenham nel pub Drunken Ship di Campo de’ Fiori, nel novembre del 2013. I due erano stati condannati rispettivamente a 5 anni e sei mesi, e 4 anni e sei mesi di reclusione con l'accusa di lesioni gravi. Un raid al termine del quale rimasero ferite tredici persone.

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