C'è chi i dipendenti pubblici proprio non li sopporta. Non per qualche motivo in particolare, ma per ciò che rappresentano: l'invadenza dello Stato. Oltre che per la naturale tendenza a non essere motivati. Pensandoci bene non sarebbe questo il caso, considerando che si parla di sicurezza. Monopolio che spetta legittimamente a un potere pubblico. Eppure la notte dei pizzardoni fannulloni di Roma Capitale scatena una reazione di disprezzo quasi immediata. Per due giorni si è parlato degli alti tassi di assenteismo in occasione di Capodanno. E solo oggi Ignazio Marino ha fatto luce sul problema, annunciando provvedimenti necessari contro il corpo "disertore". Il primo cittadino mette le mani avanti e prima di tutto, in una nota, fa sapere: "I vigili a Roma sono 6.200, e come numero complessivo sicuramente dovrebbero essere di più". Più impiegati pubblici, più potenziali assenteisti. C'è chi non sarebbe d'accordo con lui. Facciamo qualche passo indietro. Se infatti si torna al 3 agosto del 1981 si scoprirà che qualcun altro prima di lui ha affrontato il problema dell'assenteismo in modo radicale, netto, senza esitazione. Ronald Reagan, proprio nell'81, pronunciò su questo tema un discorso destinato a cambiare la storia delle relazioni sindacali nel pubblico impiego, ben oltre i confini degli Stati Uniti d'America. I controllori di volo della Professional Air Traffic Controllers Organization (PATCO) quella mattina erano entrati in sciopero paralizzando il traffico aereo dall'Atlantico al Pacifico. L'America si bloccò per due giorni e, a 48 ore di distanza, magicamente 11.345 di loro furono licenziati in tronco dal governo. La lezione reaganiana dovrebbe illuminare la strada di Marino, che intervistato, ha esaminato le possibili motivazioni che hanno mosso i vigili a farsi trovare malati la notte di fine anno. "All'inizio del mio mandato abbiamo deciso di riscrivere il contratto dei dipendenti del Comune e, quindi, anche dei vigili urbani in modo che chi lavora di più e migliora la qualità del servizio guadagna di più e chi lavora di meno guadagna di meno. Questa parola d'ordine probabilmente non è piaciuta ad alcuni mentre è piaciuta ad altri, visto che quando il comandante ha chiamato per la reperibilità molti vigili sono andati al lavoro". Il sindaco dà la sua chiave di lettura della protesta. "E' evidente che un cambiamento sia faticoso, ma noi lo stiamo portando avanti con grande determinazione". Questa è anche la sua difesa. Marino ai microfoni di Rai News non eslude possibili licenziamenti, ma non può intervenire finché non si controlla esattamente con severità e rigore il comportamento dei vigili. Cioè quello che gli uffici stanno facendo sotto la direzione del comandante Raffaele Clemente. "Io sarei per la sanzione più severa che la legge consente. Questo non lo decide il sindaco, lo decidono le leggi". Marino resta comunque scettico e intervistato da SkyTg24 torna sul problema: "Io vengo da un percorso scientifico, e quando si ha statisticamente una percentuale che si avvicina al 90% credo che sia difficile immaginare che sia casuale. O c'è un'epidemia di cui le autorità sanitarie italiane non sono ancora a conoscenza, e mi sembra improbabile, oppure è stata una protesta organizzata e un'azione negativa nei confronti della città". Le reazioni da destra non si lasciano attendere e Daniela Santanché và all'attacco: "Paletta rossa per Marino a sindaco di Roma: alt, si fermi, e scenda dalla macchina. Un sindaco che non è in grado di fermare la diserzione di massa dei vigili durante la notte di San Silvestro non può restare un secondo di più al suo posto. Marino prenda atto del suo fallimento e lasci prima che i romani arrivino in Campidoglio con i forconi". Prenda le sue decisioni. E compia una scelta giusta per chi lavora, senza sicurezza, anche la notte del 31 dicembre. Intanto dall'Inps fanno sapere di essere in grado di attrezzarsi per effettuare i controlli sui dipendenti pubblici che si assentano dal lavoro per malattia. L'Istituto di previdenza si era detto pronto quasi un anno fa a garantire le visite fiscali per il settore pubblico con un risparmio per il bilancio dello Stato. È quanto si legge nell'indagine conoscitiva della commissione Affari sociali della Camera che nel maggio scorso ha approvato un documento proprio sulle visite fiscali. L'indagine riporta l'audizione dell'Inps del 26 febbraio 2014 nella quale l'istituto si dichiara «favorevole alla creazione di un Polo unico della medicina di controllo pubblica e privata. Da circa 24 mesi infatti - si legge - l'Istituto è interessato da un processo di accorpamento degli altri enti previdenziali ritenendo, logicamente, di poter realizzare significativi risparmi per conto del bilancio pubblico accollandosi l'onere di effettuare le visite mediche di controllo per il segmento pubblico attualmente affidate alle Asl». Le somme appostate per la medicina di controllo nel bilancio 2014 ammontano, per quanto riguarda i controlli dell'Inps nel privato, «a 12 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 22 milioni spesi nel corso del 2013. Tuttavia, pur avendo ridotto la quantità di visite complessive, l'Istituto non ha riscontrato alcun elemento significativo di incremento della spesa per malattia». La commissione Affari sociali, nel documento approvato, sottolinea che «i tempi sembrano ormai maturi per l'individuazione di un solo soggetto cui affidare lo svolgimento della funzione di controllo in merito alle assenze per motivi di salute, da individuarsi necessariamente nell' Inps. Tale scelta richiede alcune modifiche della normativa vigente che andranno meglio precisate con appositi atti». Il costo del servizio reso dall' Inps nel settore del pubblico impiego «potrebbe trovare risposta nelle cifre già ora stanziate per il medesimo scopo. Si potrebbe valutare un budget annuo complessivo e tale da coprire una quota predefinita di visite di controllo per la Pa, lasciando ad ogni amministrazione la possibilità di integrare tale quota ove risultasse necessario procedere ad un numero maggiore di controlli», prosegue il documento della Camera. «Tale ipotesi consentirebbe di evitare che ragioni di risparmio immediato con conseguente riduzione del numero dei controlli lasci trasparire l'idea di un rallentamento della lotta all'assenteismo».
Capodanno senza vigili, Marino: "Non escludo licenziamenti"
A 48 ore dalla notte dei caschi bianchi "fannulloni si fa chiarezza sulle sanzioni da adottare. Inps: pronti a controlli su assenze LEGGI ANCHE Le ragioni dei «fannulloni»
